Zaia: «Secondo i nostri dati l'Rt è sensibilmente sceso. Le terapie intensive reggono». Ma altri 66 morti in 24 ore Video

Venerdì 20 Novembre 2020 di Raffaella Ianuale
Il presidente del Veneto Luca Zaia
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Il presidente del Veneto Luca Zaia in diretta, oggi venerdì 20 novembre 2020, dall'Unità di crisi della protezione civile di Marghera aggiorna sui casi di Coronavirus nel territorio regionale e su eventuali nuovi provvedimenti. Proprio in queste ore il governo ha emanato una ordinanza che dichiara zone rosse Lombardia e Piemonte fino al 3 dicembre. Per il Veneto secondo i dati della Regione non dovrebbe essere cambiato nulla rispetto a venerdì scorso, quindi la fascia di colore dovrebbe rimanere gialla.

Bollettino

«Scende la pressione sulle terapie intensive del Veneto, con 10 ricoverati per Covid-19 in meno rispetto a ieri, che portano il totale a 286 - dice il presidente della Regione, Luca Zaia, che però ha definito il dato occasionale - I casi positivi dall'inizio della pandemia salgono a 116.156, 3.468 in più rispetto a ieri. In isolamento vi sono 38.655 contagiati. I ricoverati nei reparti non critici sono 2.294 (+52). Si segnalano infine 66 decessi nelle ultime 24 ore, che portano il totale a 3.123».

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Terapie intensive e indice Rt

«Dalla riunione con i direttori delle aziende sanitarie è emersa la tenuta delle terapie intensive che oggi registrano addirittura dieci persone in meno tra i casi Covid. Per i numeri, per la sensazione e il clima di gestione che abbiamo, secondo noi non è cambiato nulla rispetto a venerdì scorso. Secondo i nostri calcoli l'Rt è sensibilmente calato. Quindi c'è una sostanziale tenuta delle terapie intensive, con qualche criticità nel Veronese. Il trend non è di forte crescita, ma di crescita leggera, con giorni come oggi negativi. Le criticità invece toccano soprattutto i ricoveri ordinari. Questo vale anche e soprattutto per la gestione degli 8.000 pazienti non Covid. Nelle intensive c'è inoltre un innalzamento dell'età media e questo fa pensare che la durata di permanenza sarà più importante, un dato che non permette turnover rapidi».

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Tamponi

«Dei 3.007 medici di base in Veneto, 1.618 eseguono i tamponi. Quindi non era un'eresia pensare che si potesse fare un percorso con loro. Sembrava quasi blasfemo quando io lo proposi - ha aggiunto Zaia - ma oggi il 59% dei medici di famiglia fa tamponi e ne fa 2.319 al giorno. Abbiamo stanziato fondi per dare 100mila tamponi ai medici di base che quindi saranno coperti fino a dicembre, poi però non abbiamo forze per andare oltre a 18 euro a tampone, questa la cifra stabilita dall'accordo nazionale con i medici».

«Stiamo andando avanti anche con i veterinari. Sui veterinari attendo una risposta dal Governo, farà pure ridere, ma nelle emergenze bisogna approfittare di tutte le opportunità. Ci sono protocolli rispettosi delle qualifiche, ma che permettono, con l'addestramento dovuto, di far fare il tampone a molte categorie. Per questo mi sono permesso di pensare ai veterinari, non sono persone avulse da questo tema».

Ristori per provvedimenti non governativi

«Ho portato formalmente ieri l'istanza dei territori che hanno firmato provvedimenti restrittivi che non sono governativi. Il Presidente del Consiglio aveva detto che sarebbero stati accompagnati dal sostegno dei ristori. E ieri il Governo ha dato ulteriori rassicurazioni su questo fronte. Ho sempre dato per assodato che per i provvedimenti presi dai Presidenti regionali, essendo d'intesa con il Ministro della Salute, ci sarebbero stati i ristori. La nostra ordinanza chiude i negozi di domenica e i centri commerciali nel fine settimana, penso si debba pensare ad un sostegno economico per questi settori».

«Per i ristori alle città d'arte occorre una disciplina che prescinde dal colore dell'area. Quando fermi un centro commerciale lo chiudi ovunque, ma non vale di più o di meno che sia in zona rossa, arancione o gialla. Il tema del colore non ha nulla a che fare con il danno che si subisce».

Vaccino

«Immaginate un mondo con il vaccino. Quando ci sarà, penso che alla fine avremo il passaporto sanitario per il vaccino, sono convinto che finirà così. Oggi chiedono il test, domani il vaccino. La comunità internazionale si tutelerà in questo modo. Personalmente - ha aggiunto Zaia - io farò il vaccino. Alla volta di gennaio ne avremo sulla piazza almeno sei. Non è obbligatorio eseguirlo, quindi si lascierà la libertà di farlo a chi vuole. Rispetto la libertà di pensiero, ma ho l'impressione che non si sia valutato l'aspetto della tutela a livello mondiale».

 

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA