Luca Zaia torna in diretta: «Covid. Passati da rischio contagio basso ad alto». Nuova ordinanza e ricovero coatto per chi rifiuta le cure. Paziente 0 a Vicenza: irresponsabile.

Venerdì 3 Luglio 2020 di Beatrice Mani
Luca Zaia torna in diretta: gli aggiornamenti sul Coronavirus in Veneto
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Luca Zaia torna in diretta oggi, venerdì 3 luglio 2020 dalla sede della Protezione Civile di Marghera, per fare il punto sulla situazione del Coronavirus in Veneto, anche alla luce del nuovo preoccupante focolaio che si è acceso negli scorsi giorni a Vicenza. Il governatore è apparso preoccupato e arrabbiato, il motivo lo si è compreso benissimo nel momento in cui ha letto il report sul caso vicentino: il paziente che ha portato nuovamente il virus dalla Serbia e ha acceso il nuovo focolaio veneto, non solo ha rifiutato il ricovero dopo aver appreso di essere Covid positivo dopo il tampone, ma è continuato ad uscire tranquillamente e infettare persone fino al ricovero. Ora si trova in terapia intensiva. Alla luce di questi comportamenti «irresponsabili», Zaia ha annunciato di prevedere una nuova ordinanza per l'inasprimento delle regole lunedì 6 luglio prossimo. Intanto, in Veneto, il rischio contagio è passato da basso (Rt 43) ad alto (Rt 1.63).

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Zaia in diretta oggi: cosa ha detto


Il bollettino
​Sono 993mila i tamponi fatti, 19.300 positivi (+5), in isolamento 737 persone, deceduti 2023 (+1), ricoverati 171 (Covid sono 19), in terapia intensiva 8 (tutti negativi). Oggi abbiamo la totale negativizzazione delle terapie intensive. 102 bambini nati. IL BOLLETTINO DI OGGI - SCARICA IL PDF
 

Coronavirus, torna alto il rischio contagio in Veneto

«Rt è arrivato oggi a 1,63 per cento, sta accadendo quello che temevamo, eravamo ad un Rt 0,43, siamo a rischio contagio elevato in Veneto. Se continuiamo a non usare la mascherina andrà sempre peggio. Abbiamo una categoria di irresponsabili, ne prendiamo atto. Il virus tornerà ad ottobre? È inevitabile, lo abbiamo già qua, lo stiamo covando - il governatore Luca Zaia si è presentato in conferenza oggi furibondo - . Per colpa di qualcuno, per i comportamenti irresponsabili, si aggiungono i tanti irresponsabili che abbiamo conosciuto nelle ultime ore. Abbiamo una sorta di sensazione di "liberazione" dal virus, ma chi pensa che sia tutto finito si sbaglia, e poi abbiamo chi è positivo e va in giro senza batter ciglio. Se avremo le terapie intensive a settembre, la colpa sarà di chi non ha rispettato le regole e non ha usato i presidi, ossia mascherine e distanziamento».

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Zaia, il caso del focolaio di Vicenza
«Questo è un focolaio circoscritto ed ha una storia sua, se fossero stati focolai diffusi con numeri grossi, allora sarebbe davvero molto preoccupante. L'aspetto positivo di tutta questa vicenda è che sappiamo l'origine del virus e sappiamo che arriva dall'estero. Ma vale la pena raccontare il comportamento del paziente che ha importato il contagio dalla Serbia. E comunque facciamo gli auguri a questo signore, perché si riprenda e ce la faccia», il governatore ha poi letto il report su ciò che è accaduto nel Vicentino (ma non solo).

IL REPORT SUI CASI FOCOLAIO - SCARICA IL PDF

Il soggetto che ha scatenato il focolaio (paziente 0) torna dal viaggio, comincia ad avere i sintomi del virus il 25, lui il 26 e 27 ha avuto molti contatti in ambito lavorativo ed extra lavorativo, il 28 fa il tampone, è positivo, gli propongono il ricovero e lui lo rifiuta. Il ricovero, se metti a repentaglio la vita degli altri, deve essere coatto - ha sottolineato Zaia -. Viene ricoverato il primo di luglio, alla fine, ed ora si trova ancora in ospedale, in rianimazione. L'uomo ha dato una lista di contatti avuti fino al 30 sera, quindi ha avuto contatti anche post tampone, dopo aver saputo di essere positivo. Il collega residente nel Padovano in auto con lui è risultato positivo. Esiste anche un altro caso, il primo luglio, nel Veronese, in viaggio con gli altri. Il quarto caso nell'Ulss 6 Euganea, una donna ha avuto contatti con il paziente 0». 

Il contatto "reticente"
«Allora, a Vicenza abbiamo 52 persone in isolamento, nell'Ulss 6 Euganea - dove risiede la donna - l'indagine è difficoltosa per la negazione di alcuni dati da parte della paziente, come lavoro e contatti. La donna dichiara di gestire una profumeria ad Adria, con l'aiuto di una commessa».

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Nuova ordinanza lunedì per inasprire le regole

«Qui siamo davanti a persone che sapevano della positività e rifiuta il ricovero, nel frattempo va a una festa, poi c'è la signora reticente che non vuol dire quali contatti abbia avuto, io capisco che le motivazioni a richiamo ed etica non servono, allora lunedì presenteremo una ordinanza per inasprire le regole. Per me casi così meriterebbero la carcerazione. Noi dobbiamo muoverci nei limiti di legge, la legge prevede una multa di mille euro, per me mettere a rischio la vita di molte persone vale più di mille euro, è ridicolo». 

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«Fondamentale il ricovero coatto (come fosse un Tso) in casi così, non possiamo star lì a discutere, e dobbiamo essere severissimi con gli isolamenti fiduciari. Se non stai a casa da positivo dobbiamo prendere provvedimenti. Abbiamo dato ai Sisp ordine di tolleranza zero e se ci sono gli estremi per fare denuncia bisogna denunciare. Abbiamo buttato via 4 mesi? La morale è che grazie a questi signori siamo passati da rischio basso a rischio alto. Quello che è accaduto è gravissimo. In base alle competenze stiamo cercando di capire cosa possiamo fare, ne parlerò con Bonaccini e con il ministro Speranza, per gestire queste tipologie di casi», ha concluso Luca Zaia.

 

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Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA