Zaia: «Ucraina, potremmo chiedere ai veneti le seconde case per ospitare i profughi»

Il presidente del Veneto: «Bene le sanzioni alla Russia. Ci tolgono il gas? Non fa nulla, lo chiuderemo più spesso». «Ringrazio tutti gli imprenditori danno la loro disponibilità»

Lunedì 28 Febbraio 2022
Luca Zaia in diretta oggi
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Il presidente del Veneto Luca Zaia ha parlato di Ucraina oggi, durante la conferenza stampa in diretta da Palazzo Balbi. a Venezia. «Un evento bellico come questo è ingiustificabile in tutte le maniere soprattutto in un contesto e in un momento come questo in cui non c'è nessuna giustificazione per attuare tutta questa violenza. Lì rischia di diventare una guerra pericolosa per il mondo intero e va fermata con tutti i nostri mezzi».

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«Grazie ai volontari già pronti, non escludo che se ci dovesse esser il peggio noi potremmo chiedere aiuto alle famiglie venete. Si tratta di donne e bambini, non escludo che se poi ci sarà bisogno, con un numero verde, chiederemo le disponibilità delle seconde case. Poi per il cibo ci arrangiamo noi». Luca Zaia non dice no all'ipotesi di chiedere l'aiuto delle seconde case per ospitare i profughi veneti. Un atto di generosità verso chi è in difficoltà e contro la guerra, anche perché la preoccupazione è tanta: «Mi preoccupa moltissimo la minaccia atomica, se i presupposti di un ragionamento sono quelli di un attacco così sconsiderato - spiega - non sottovaluterei che si arrivasse anche oltre una volta persi i freni inibitori». 

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«Ringrazio tutti gli imprenditori che ci chiamano per dare la loro totale disponibilità ad aiutare i profughi ucraini - aggiunge il governatore -. Questo è quasi un controsenso dal punto di vista economico perché sono gli stessi imprenditori che lavorano con i russi, ma non possiamo vedere bambini con cateteri che avrebbero bisogno di terapia intensiva e neonatologia, nei bunker».

«Ieri è arrivato il primo pullman a san Vendemiano di profughi. Gli imprenditori mi hanno detto di essere pronti a ospitare le famiglie e a dare lavoro. Ieri ho parlato anche con il ministro Di Maio rinnovando la nostra disponibilità a intervenire con la sanità perché ci sono bambini che devono essere curati - prosegue Zaia -. Noi dovremo occuparci del loro stato di salute, quarantene, vaccini e la loro copertura sanitaria, bisogna fare una cosa veloce. Per non dire che quelli che arrivano hanno tutti Sputnik quindi spero che Roma non ci metta 8.000 anni per riconoscerlo».

«Noi siamo pronti ad aprire 545 posti letto se ce ne fosse necessità che potrebbero diventare dei dormitori provvisori per coloro che non hanno parenti, ma nel 90 % dei casi sono ucraini che si ricongiungono con le famiglie e questo ci aiuta un po'», dice il governatore Zaia . «Spero che il dialogo sia più forte delle bombe - conclude Luca Zaia -. Le sanzioni alla Russia ben vengano. Pensando al gas se ci dovesse essere tolto, non fa nulla lo chiuderemo più spesso, vedremo come fare con la comunità, ma non si può accettare tutto questo. Io penso che il calcolo non fatto dall'aggressore è che dietro queste attività sempre da condannare ci deve essere un minimo di consenso, ma lui non ce l'ha neanche in casa il consenso e la comunità internazionale, la Svizzera da sempre neutrale ha aderito alle sanzioni. Questo la dice lunga».

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Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 10:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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