Onichini in carcere, Fratelli d'Italia chiede la grazia a Mattarella. La moglie e i figli davanti al penitenziario

Giovedì 16 Settembre 2021 di Marco Aldighieri e Alda Vanzan
Walter Onichini
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VENEZIA  - Lega e Fratelli d'Italia al fianco di Walter Onichini, il macellaio che nel 2013 sparò e ferì uno dei ladri che erano entrati nel suo giardino per tentare di rubargli l'auto. «Andrò a trovarlo in carcere», ha detto Matteo Salvini che domenica e lunedì è atteso in Veneto per la campagna elettorale delle prossime Comunali. Ma i meloniani lo batteranno sul tempo: non solo i senatori di Fratelli d'Italia, il bellunese Luca De Carlo (che è anche coordinatore veneto del partito) e il bolognese Galeazzo Bignami, si recheranno in carcere a Venezia già domani, alle 11, ma l'azione politica punta al Quirinale: «Stiamo valutando se esistono i presupposti per chiedere al presidente della Repubblica la grazia - ha detto De Carlo -. Non è tollerabile assistere ancora al paradosso tutto italiano che vede chi si difende in galera e chi delinque in libertà». Tant'è che il consigliere regionale di FdI, Joe Formaggio, ieri mattina con Graziano Stacchio, il benzinaio che sei anni fa uccise un bandito a Ponte di Nanto, nel Vicentino, ha lanciato la campagna per perorare la richiesta al capo dello Stato: «Abbiamo preparato dei cartelli con la scritta Grazia Onichini da attaccare sul lunotto delle proprie auto, deve esserci una mobilitazione generale perché chiunque avrebbe potuto essere al posto di Onichini. E il risultato è che il ladro è libero e Walter è in galera».


LA STORIA

Lunedì la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Walter Onichini e il macellaio, residente a Camponogara, è stato portato in carcere, prima a Padova, poi a Santa Maggiore a Venezia. L'accusa è tentato omicidio, la pena di 4 anni e 11 mesi, così come avevano stabilito i giudici in primo e in secondo grado. Elson Ndreca, il ladro ferito dal macellaio, è un albanese di 30 anni: era stato espulso prima dei fatti e si trovava in Italia illegalmente. Successivamente era venuto a testimoniare in aula, ma poi era uscito subito dal territorio nazionale perché nei suoi confronti non c'era un ordine di arresto. A lui, condannato per quel furto a tre anni e 8 mesi, Onichini deve dare 25mila euro di risarcimento. L'avvocato difensore Ernesto de Toni ritiene che si tratti di una condanna ingiusta soprattutto alla luce del fatto che nel 2019 la legge sulla legittima difesa è cambiata, non ammettendo più la proporzionalità della difesa dall'aggressione. Ma i giudici dell'Appello prima e della Cassazione poi, non hanno accolto questo rilievo. A pesare è il fatto che Onichini, dopo aver ferito l'albanese, lo ha caricato in auto e poi abbandonato nei campi.


LO SFOGO

Ieri, intorno alle 18, Onichini ha ricevuto la visita del suo avvocato Ernesto De Toni, mentre fuori dalla casa di reclusione di Venezia c'erano la moglie Sara Scolaro e i due figli. «Ho consegnato a Walter un paio di disegni eseguiti da suoi due bambini. Al momento è in isolamento, per cui non ha contatti con gli altri detenuti, ma mi ha detto che teme per la sua incolumità. Gli ho riferito che presto riceverà la visita in carcere di alcuni parlamentari e che sabato è stata organizzata una fiaccolata in suo favore. Walter spera che tutte queste azioni possano cambiare in meglio la sua situazione. È molto preoccupato per la sua famiglia».
La moglie nel profilo Facebook Tutti insieme a Walter Onichini ha postato la foto con i suoi due figli di spalle davanti al carcere di Venezia e ha fatto scrivere ai bambini una frase: «Papà noi siamo qui e anche se non possiamo ancora entrare ti abbiamo fatto arrivare i nostri disegni, ci manchi tanto». E poi, in stampatello: «Ti aspettiamo a casa, ma fai presto».
La madre di Onichini, Lorella Roncolato, sempre su Facebook ha ricordato un'esperienza in Cina del figlio: «Walter ha portato alto il suo paese - cioè la nostra bella Italia - con il suo sapere, la sua passione e il suo impegno». La donna ha sottolineato il fatto che il figlio ha rifiutato una proposta di lavoro per far fronte ai suoi impegni verso la giustizia italiana. Ed è stato condannato. Di qui l'accusa della madre all'Italia: «Paese che tradisce, Paese che ferisce, Paese venduto, Paese senza volto».
 

Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 12:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA