Venezia, allarme baby gang: chiedono una sigaretta a un 20enne al Rialto. Poi lo riempiono di botte e lo rapinano

Venerdì 30 Settembre 2022 di Valeria Lipparini
Venezia, allarme baby gang: chiedono una sigaretta a un 20enne al Rialto. Poi lo riempiono di botte e lo rapinano
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VOLPAGO DEL MONTELLO (TREVISO) - Lo hanno rintracciato a casa di parenti, a Volpago del Montello. E gli hanno fatto scattare le manette ai polsi. I carabinieri di Montebelluna hanno arrestato ieri mattina il 21enne Mohamed Rabroub, ritenuto membro di una baby gang che ha circondato un giovane veneziano, a Rialto, per rapinarlo nel febbraio dello scorso anno. È stata data, infatti, esecuzione a un ordine di carcerazione emesso nei giorni scorsi dalla Procura di Venezia a seguito di condanna alla pena di 3 anni e 5 mesi per i reati di rapina aggravata e indebito utilizzo di carta di credito.

La ricostruzione

Il giovane, insieme ad altri tre complici, di 17, 22 e 25 anni, alle 23 del 22 febbraio 2021 ha circondato un ventenne veneziano nella zona di Rialto: due lo superano sul Ponte e due lo fermano appena imboccata una calle laterale. Gli chiedono una sigaretta, un particolare che ritorna sempre in questo tipo di fatti. Lui consegna il tabacco e le cartine ai due giovani. È il segnale perché alle sue spalle compaiono gli altri due componenti del gruppo che lo aggrediscono, lo prendono a schiaffi in viso facendolo cadere a terra e lo costringono a consegnare il portafoglio e il codice pin della carta prepagata delle Poste. Con il portafoglio del ventenne in mano i quattro cercano di scappare verso la stazione di Santa Lucia. Nella fuga provano un prelievo ad uno sportello Atm che però non va a buon fine perché quel codice segreto ottenuto con la violenza, se l'erano dimenticato. Per aumentare il bottino del colpo allora si collegano ad Amazon (ordinando qualcosa) e a Netflix per un abbonamento.

La denuncia

Il giorno dopo, la denuncia del ventenne veneziano dà il via alle indagini e blocca gli ordini. A facilitare il lavoro degli agenti sono proprio i continui accessi informatici della sera prima, effettuati con il cellulare di uno dei rapinatori. Dati della carta alla mano, i poliziotti risalgono al numero di telefono e al suo proprietario. Il cerchio si stringe. I quattro vengono identificati e viene aperta l'inchiesta che sfocia nel processo e nella condanna. Rabroub si era sottratto alla pena ma i carabinieri lo hanno sorpreso a casa. Al momento dell'arresto il giovane non ha opposto resistenza ed è stato accompagnato nel carcere di Santa Bona a Treviso.
 

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