Ombrelloni nei caffè a San Marco, arriva il sì della Soprintendenza

Sabato 30 Maggio 2020 di Nicola Munaro
Sì della Soprintendenza, via libera agli ombrelloni nei caffè a San Marco

VENEZIA - Ora all’orizzonte c’è un futuro. Il «nulla osta» della Soprintendenza al posizionamento di ombrelloni amovibili nei plateatici dei caffè di Piazza San Marco è stata accolta ieri con un applauso corale da parte dei titolari dei locali. A lanciare l’idea presentando un rendering alla Soprintendenza, attraverso il Comune che già aveva dato il suo via libera, era stata a inizio maggio l’Associazione Piazza San Marco. L’obiettivo? Provare ad allungare il tempo del lavoro anche nelle ore più calde, sfruttando non solo le ore in cui il sole cala dietro l’ala napoleonica delle Procuratie. E adesso che il via libera c’è, il pensiero è trasformare in realtà quella che era solo un’idea. La palla quindi passa ai titolari dei caffè che nelle prossime settimane dovranno presentare un progetto comune e il meno invasivo possibile.

«Ombrelloni a San Marco»: la proposta dei gestori di locali scatena la polemica

«Mi sembra che la risposta sia interessante - risponde Claudio Vernier del Todaro, e presidente dell’Associazione Piazza San Marco - Noi ci stiamo organizzando e come abitudine faremo un progetto che sia uniforme, elegante e in linea con il decoro nostro e della piazza. Il 31 ottobre non è un limite che ci dà problemi, la accogliamo positivamente e vedremo se a livello statale verrà prorogata. Siamo contenti che ci sia stata questa decisione per venirci incontro, per riuscire a superare un momento difficile». 

L’idea è di installare ombrelloni di tre metri per tre, smontabili e leggeri, color panna per rimanere in linea con i colori che già ci sono in Piazza. «Ci stiamo muovendo per capire se si trova un’azienda che li può produrre o noleggiare», chiude Vernier. Dall’altra parte della Piazza, Raffaele Alajmo del Gran Caffè Quadri - che due giorni fa lanciò il grido d’allarme - ora tira un sospiro di sollievo. «Dico grazie per la collaborazione perché hanno capito, adesso inizieremo finalmente a lavorare. Non è un’emergenza finta ma palpabile, basta camminare per la città: la Soprintendenza l’ha capito e li ringraziamo».

L’apertura della Soprintendenza ha messo d’accordo anche i critici e gli esperti d’arte.«In questa emergenza ogni cosa è lecita per ritornare alla normalità - commenta Vittorio Sgarbi - gli ombrelloni non danneggiano nulla e non starei nemmeno a questionare in futuro. Ai tempi di Canaletto in Piazza San Marco c’erano tutte le strutture per il commercio: la Soprintendenza ha fatto bene a non entrare nel merito e guardare alle necessità».

Sulla stessa linea anche Philpie Daverio: «È un’ottima idea perché se prendete i quadri di Canaletto erano pieni di bancarelle a San Marco. Sarebbero ancora più belli i tendoni in stile settecento, talvolta colorati a righe. In Canaletto e Guardi c’è tutto. Quelli della Soprintendenza basta che vadano al museo o su internet, vedrebbero il diritto che ci dà la storia di far rinascere ciò che è morto».

Ultimo aggiornamento: 08:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA