Quella sexy-vetrina davanti alla ​chiesa. Il caso finisce in Comune

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Quella sexy-vetrina davanti alla  chiesa. Il caso finisce in Comune

di Filomena Spolaor

MESTRE - Una vetrina quantomeno discussa. Ma anche un problema che non ha mai veramente abbandonato via Piave, quello della presenza della prostituzione. E se nel rione - e non solo, visto che la segnalazione è arrivata anche sul portate Iris del Comune di Venezia - si sommano i commenti su un certo tipo di abbigliamento intimo che in parecchi giudicano scabroso, esposto nella vetrina di un negozio a pochi passi dalla chiesa, è proprio il parroco don Mirco Pasini ad uscire allo scoperto e a chiedere più controlli contro la prostituzione in zona.

SOUVENIR E LINGERIE
A far discutere è l'assortimento abbigliamento intimo da donna esposto in un negozio in via Piave 71. All'esterno c'è anche un manichino femminile, coperto da una tutina in rete di pizzo nero. In vetrina, sotto a collane, orologi, pupazzetti e souvenir, c'è un intero ripiano dedicato a calze e intimo con fotografie di modelle che lasciano ben poco alla fantasia. Immagini oscene, per chi ha segnalato il caso al Comune, di sicuro non proprio educative visto che si trovano ad altezza-bambino. All'interno, un commerciante cinese che parla un italiano stentato. «Immagini oscene? No... Festa, straniere». Tra i commercianti del quartiere, qualcuno è disgustato. «Il negozio prima si trovava di fronte alla tabaccheria - racconta Lucia Niero del bar Al cucciolo - Si è trasferito solo da un mese in un locale più ampio con due vetrine. È comprensibile che ora sia più esposto alla visione dei passanti, e che quindi l'abbigliamento dia spettacolo». Altri commercianti del quartiere si dicono infastiditi dalla scelta di esporre tali capi, e fanno appello alla necessità di maggiori controlli.

NOTTI A LUCI ROSSE
Più che per questo negozio, don Mirco Pasini, parroco della chiesa Santa Maria di Lourdes, è però preoccupato per le frequentazioni notturne in zona. «Quel negozio? Forse era anche peggio prima, quando era vicino alle lavanderie ed esponeva gli indumenti all'esterno mentre ora, almeno, sono soprattutto all'interno - afferma il parroco - Qui il vero problema, dopo aver debellato lo spaccio di droga grazie alla retata del luglio scorso, è quello delle prostitute e dei transessuali. Continuano a contrattare prestazioni sessuali e poi vengono a consumarle dietro la nostra chiesa. Chiediamo maggiori controlli». Intanto, e forse non per caso, il Comune ha disposto un'ordinanza per regolamentare la circolazione delle auto e la sosta proprio attorno alla parrocchia di via Piave. È stato infatti fissato il divieto di transito nelle vie contigue alla chiesa di S. Maria di Lourdes, limitando il passaggio solo a residenti e frontisti, con il divieto di sosta e rimozione di veicolo per chi parcheggia. In questi giorni verrà installata la segnaletica tra gli innesti da via Piave e verso via Monte Santo, formalmente per impedire che venga ostruito il passaggio. Di fatto, c'è chi spera che così si riesca a proteggere e far respirare la parrocchia.
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Martedì 1 Gennaio 2019, 06:00






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5 di 26 commenti presenti
2019-01-03 20:01:49
E' la chiesa che è fuori contesto rispetto al negozio di intimo, non il contrario.
2019-01-02 08:25:18
debellato lo spaccio?...fatti un giro dopo il cala del sole!
2019-01-01 22:34:07
È una questione di decoro urbano. Ha ragione il prete. Se non si capisce questo, allora non si capisce neanche il perché d’estate non si possa gironzolare per il centro in costume da bagno....
2019-01-01 22:13:59
Personalmente ritengo che la chiesa cattolica con tutte le vergogne fatte fino ad oggi, abbia problemi ben più gravi che andare a polemizzare per una vetrina (vedi pedofilia, scandali finanziari a mezzo IOR, etc. etc. Sarebbe poi il caso di abolire la legge Merlin.
2019-01-01 19:40:31
e' piu' grave rubare, truffare,spacciare droga, uccidere, sostenere guerre, affamare, insidiare bambini, abbandonare i bisognosi terremotati e via discorrendo......