Brugnaro trionfa ovunque tranne in centro storico: «Grande affinità con Zaia, vince il partito del fare»

Martedì 22 Settembre 2020
Luigi Brugnaro, rieletto sindaco di Venezia al primo turno, in conferenza stampa oggi 22 settembre
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VENEZIA - Il primo commento di Luigi Brugnaro, dal suo quartiere generale di Mestre, rieletto sindaco al primo turno, a scrutinio non ancora completato ma a dato ormai acquisito: «Sono emozionato per la voglia della città di riconoscere se stessa. Si conferma una strada a guida civica, ho sempre detto di non avere nessuna tessera politica di nessun tipo. La mia vicinanza - ha aggiunto - è ai corpi intermedi e sindacali che vogliono discutere nel merito. La nostra è una lista civica appoggiata da partiti di centrodestra, e i voti dimostrano questo».

Il parallelo con Zaia
A Venezia «ha vinto il popolo veneziano  -ha detto Brugnaro - con la grande alleanza con il presidente Zaia, che saluto perché abbiamo una grande affinità da molti anni. Credo che qui a Venezia si sta riproponendo una situazione analoga: vince partito del fare, della concretezza».

L'analisi del voto
La Lista «fucsia» di Luigi Brugnaro vince su tutto il territorio del Comune, aggiudicandosi anche tutte le presidenze nelle Municipalità. Con un'unica eccezione, costituita dal centro storico lagunare. Nella mappa elettorale del territorio comunale, i sestieri della città storica sono l'unica «macchia» rossa rispetto al blu della coalizione di centrodestra riconfermata alla guida dell'amministrazione comunale.
Qui, Pierpaolo Baretta ha riportato il 36,93% dei voti contro il 33,89% del rieletto sindaco. L'ondata di preferenze per il centrodestra ha portato a sorprendenti affermazioni anche nei quartieri storicamente «rossi», come Marghera e il sestiere della Giudecca. Unica Municipalità appannaggio del centrosinistra è, appunto, quella di Venezia-Murano-Burano, dove ha prevalso Marco Borghi con il 53,08% delle preferenze. 
Ultimo aggiornamento: 19:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA