Conto choc, scontrini dello scandalo: la Cnn invita a scegliere altre mete

Conto choc, indagine della Finanza
La Cnn: «Venezia meta da evitare»

di Michele Fullin

VENEZIA - Entrambi gli esposti presentati dai 7 turisti giapponesi (3 ragazze e 4 ragazzi, tutti ventenni) parlano di mancata emissione dello scontrino fiscale nei due ristoranti, limitandosi a esprimere sorpresa per i prezzi (1.143 e 324 euro). La denuncia in questo senso è comune: «Non ci hanno rilasciato alcun documento fiscale», hanno raccontato alla Guardia di Finanza di Bologna i 7 studenti. Pertanto, l'unico fronte che si è finora aperto è proprio quello del presunto illecito fiscale, su cui le Fiamme Gialle sono al lavoro.
 
 

L'episodio che desta più scalpore riguarda l'osteria Da Luca alle Mercerie, avvenuta all'ora di pranzo: i 4 studenti di cucina in viaggio di studio hanno dichiarato di aver preso 4 fiorentine da circa 400 grammi cadauna, un fritto misto grande da dividere in 4 e 2 calici di vino rosso. Inoltre prima del pranzo il cameriere ha versato due volte un calice di aperitivo senza averne richiesta. Totale, 1.143 euro da ricevuta della carta di credito. Su quello che hanno mangiato c'è la parola dei giapponesi contro quella dei gestori.
 


Le altre 3 ragazze giapponesi hanno invece mangiato alla  "trattoria Casanova" sempre in centro storico: 2 primi, un secondo grande e due bottiglie d'acqua. Conto di 314 euro (vedi scontrino), anche in questo caso nessun documento fiscale.

Intanto, a cadere come il cacio sui maccheroni, c'è la tv americana Cnn che se ne esce mettendo Venezia tra le 12 destinazioni da evitare per il 2018. Questo a causa del suo sovraffollamento turistico, che in certi giorni sfiora le 100mila persone, per il problema delle navi  e per la crescente insofferenza dei cittadini. Sia chiaro, le 12 località da non visitare sono tra le mete turistiche più ambite al mondo: siamo in compagnia di Dubrovnik, Santorini e Barcellona. Nel mondo ci sono poi il Bhutan e persino l'Everest, le Galapagos e l'Antartide. 

IL SINDACO - Nel momento in cui si stava ancora godendo il successo del vertice sino-europeo sul turismo a Palazzo Ducale, il sindaco Luigi Brugnaro si trova costretto a far fronte all'ennesima tegola sull'immagine della città. «Se sarà confermato questo episodio vergognoso - scrive il sindaco - faremo tutto il possibile per punire i responsabili. Noi siamo per la giustizia, sempre!».

 
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Martedì 23 Gennaio 2018, 08:30






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5 di 132 commenti presenti
2018-01-25 09:36:38
Brava la CNN, giusto consiglio. In giro per il mondo c'è tanto di meglio e a prezzi onesti. Comunque, grazie gigio che hai fatto conoscere il vero volto di venezzia....ciao enrico..ciao.
2018-01-24 12:25:37
Pardon savoir faire
2018-01-24 12:22:53
Il problema è tutto relativo alla mentalità diffusa che vede il turista come un pollo. Ma dato che chi porta i soldi sono proprio loro un minimo di savour fair non guasterebbe (e non serve tanto). Un altro problema è il sovraffollamento di locali.....ne basterebbero molti meno ma con più dipendenti (così al posto del 6 su 7 obbligatorio magari si ritornerebbe a un 5 su 7 come gli altri comuni mortali)....ma già il primo punto sarebbe tanto
2018-01-24 07:21:53
E poi vi chiedete perchè la gente si porta il cibo da casa ?...hahahahahaahahahahahahaahahahahahaha. come mettono piede a venezzia vengono depredati da tutti....vergogna....ciao enrico..ciao. Gigio, continua così che venezia ormai è conosciuta in tutto il mondo...hahahahaahahahahaha.....ciao enrico.
2018-01-24 07:20:28
Per legge il menù cartaceo con i prezzi è obbligatorio, eravamo in 5 e siamo entrati in un ristorante per pranzare, dopo 10 minuti si avvicinò uno che non si capiva bene chi fosse, dalla tenuta sembrava lo spazzino comunale, ci elencò le portate a voce; quando ebbe finito ringraziammo e ce ne andammo, senza pagare neanche i grissini che avevamo consumato. Alle rimostranze del personaggio, chiesi se quello fosse un ristorante o una discarica a porte aperte. Certo che di luoghi e personaggi tipici se ne trova in ogni paese, città e nazione. Il problema è che i controlli, almeno in italia, lasciano il tempo che trovano; per i comuni contano gli introiti che i locali aperti danno alle loro casse, quelli chiusi non fruttano niente, poi se le regole non vengo rispettate poco importa; quando poi il cliente o turista che sia si lamenta prima si fanno i controlli, con comodo perché il tempo è denaro e non va sperperato, poi la stagione è quella fredda e bisogna stare al caldo, se invece è quella calda meglio stare al freso del condizionatore.