Acqua alta nella Basilica di San Marco: danni a pavimento e mosaico

Martedì 30 Ottobre 2018
La Basilica di San Marco a Venezia: foto Campostrini
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VENEZIA - L'acqua della laguna ha allagato ieri anche il corpo principale della Basilica di San Marco a Venezia bagnando qualche decina di metri quadri del millenario pavimento a mosaico in marmo di fronte all'altare della Madonna Nicopeia e inondando completamente il Battistero e la Cappella Zen.
 

 

L'acqua ha raggiunto i 90 centimetri sopra il pavimento mosaicato del Nartece, bagnando i monumentali portoni in bronzo bizantini, le colonne, i marmi. Lo rende noto oggi il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin.

La «chiesa d'oro» è stata invasa dall'acqua salmastra nel suo corpo principale raggiungendo il livello di 90 centimetri, ritirandosi solo dopo ben 16 ore. Bagnato il Nartece, i monumentali portoni in bronzo bizantini, le colonne, i marmi. L'allagamento di ieri della celebre basilica è il secondo del nuovo millennio, il quinto della storia di San Marco, ma «in un solo giorno - ha commentato Tesserin - la Basilica è invecchiata di vent'anni, e forse questa è una considerazione ottimista. La chiesa  ha una struttura di mattoni che imbevuti di acqua salata si ammalorano anche fino a un'altezza di diversi metri, mettendo a rischio la tenuta dei mosaici che adornano le volte. Rimane il fatto che ci era stato promesso, a noi Procuratori di San Marco, a Venezia e a tutta l'umanità, che tali eventi non sarebbero più accaduti».

La Procuratoria di S. Marco, nominata dal ministro dell'Interno secondo i trattati tra Stato e Chiesa cattolica, rischia di vedere annullati i recenti lavori di messa in sicurezza della Basilica, della Cripta, il progetto di protezione del Nartece e dell'area della Piazza sino a un'altezza di marea di 85 centimetri, e il rifacimento del vecchio progetto di impermeabilizzazione dell'intera Piazza fino a un'altezza di marea di 110 centimetri. Per Tesserin «nulla può la Procuratoria di oggi, che solo nel nome richiama i grandi poteri attribuiti dalla Repubblica Serenissima di Venezia, per difendere S.Marco e l'intera città di fronte agli eventi sopra i 110 centimetri, che sono stati già oltre 60 nell'ultimo, non ancora completato decennio. Tale difesa è possibile solo interrompendo il collegamento tra mare e laguna».
 

Tutti i particolari sul Gazzettino del 31 ottobre 
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 08:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA