Borse piene di contanti nelle aziende, allarme usura. Ma solo una denuncia nel 2021

Sabato 9 Ottobre 2021 di Paolo Guidone
Un convegno a Mestre sul tema dell'usura, ma le denunce sono molto poche, solo una nel 2021
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VENEZIA - Si presentano con borse piene di contanti negli uffici di aziende in difficoltà che non riescono più ad accedere ai normali canali di credito bancario. Gli usurai iniziano a infiltrarsi con il 5% del capitale aziendale proponendo all’imprenditore in cerca di liquidità un prestito che inizialmente può anche non essere a tassi usurai, fino a diventare gradualmente i nuovi padroni delle attività produttive che apparentemente vorrebbero salvare dal rischio di fallimento.
Il fenomeno dell’usura continua ad essere sottovalutato e quasi mai denunciato dalle vittime, eppure in Veneto, come in tutto il Settentrione, si è diffuso a macchia d’olio attraverso la progressiva infiltrazione criminale di Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta nel suo tessuto produttivo, grazie anche alla complicità, più o meno consapevole, di una classe imprenditoriale che spesso non si è resa conto di quanto fosse pericoloso avviare rapporti con le organizzazioni criminali. Visto il dilagare del fenomeno, a partire almeno dalla legge 108 del 1996, che ha istituito un apposito fondo di prevenzione, lo Stato ha messo in campo nuove misure di intervento per aiutare gli imprenditori vittime di usura.
Di usura e delle misure di sostegno agli imprenditori che la denunciano si è discusso ieri al Novotel di Mestre in occasione del secondo seminario organizzato dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, al quale ha partecipato anche l’associazione “Libera” da sempre in prima fila nella lotta al racket e all’usura e che mette a disposizione degli imprenditori usurati servizi di ascolto e di accompagnamento e strumenti legali in grado di facilitarne la scelta di sporgere denuncia contro l’estorsore. «Malgrado la forte sensibilizzazione sul tema dell’usura, che le Prefetture portano avanti anche attraverso incontri con gli studenti, l’usura continua ad essere un fenomeno in gran parte sommerso – ha sottolineato ieri il Prefetto Giovanna Cagliostro, Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura – ma che oggi viene affrontato anche grazie all’istituzione di strumenti di sostegno economico quali il mutuo decennale a tasso zero, che dopo una attenta istruttoria noi possiamo erogare su istanza dell’usurato a condizione che questo presenti un progetto dettagliato di reinserimento nell’economia legale.

In Veneto nel solo 2019 sono stati erogati 93.336 euro ma per accedere al fondo anti usura è importante denunciare il proprio usuraio e questo resta lo scoglio maggiore da superare». Per contrastare l’usura la denuncia da parte dell’usurato è fondamentale perché quelli di usure ed estorsione sono reati spia che indicano la presenza di organizzazioni criminali sul territorio. Eppure in tutto il territorio veneziano le denunce per usura sono state appena 4 nel 2019, 3 nel 2020 e una nel 2021. «L’usura è un reato che non viene denunciato non solo per vergogna e per il timore di ritorsioni contro la propria famiglia ma perché da parte dell’imprenditore che la subisce c’è una forte sudditanza psicologia nei confronti dell’usuraio - ha spiegato ieri il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto - e questa sudditanza aumenta ulteriormente quando gli usurati vedono circolare liberamente i propri carnefici sul territorio, una circostanza che produce l’effetto di generale negli imprenditori una totale sfiducia nei confronti delle istituzioni che dovrebbero proteggerli». L’infiltrazione da parte di chi ha bisogno di riciclare capitali sporchi non avviene più con metodi violenti e dietro all’usura oggi non ci sono solo i singoli usurai, ben descritti in tanto cinema italiano, ma ci sono organizzazioni criminali strutturate sul territorio , non solo le mafie italiane ma anche quelle balcaniche , in grado di spiare , pedinare e controllare l’usurato e la sua famiglia e che si avvalgono della consulenza di notai e avvocati disposti a mettere a disposizione i propri studi legali. «Quello che noi vediamo rappresenta solo la punta dell’iceberg del fenomeno – ha ricordato ieri il Prefetto Zappalorto – ma il fenomeno sta iniziando ad emergere e da quest’anno abbiamo visto arrivare le prime sentenze di condanna che hanno certificato la presenza della Camorra lungo il litorale veneziano e della ‘Ndrangheta nel territorio trevigiano e in quello padovano, una presenza che dimostra come il Veneto sia una regione molto ambita dalla criminalità organizzata e che l’usura sia estremamente diffusa e sottovalutata».
 

Ultimo aggiornamento: 08:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA