Una mostra per far conoscere le opere di Giorgio, il senzatetto di piazza Ferretto

Martedì 23 Febbraio 2021 di Luca Bagnoli
Giorgio Mandich, il clochard di piazza Ferretto, morto nei giorni scorsi
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MESTRE -  Una mostra con le opere di Mandich. Sì, perché Giorgio “Dorde” Mandich era un artista. Non solo Giorgio il perito meccanico, Giorgio l’appassionato di moto, Giorgio il sergente dei Lagunari che voleva arruolarsi nella Legione straniera. Ma pure Giorgio che immagina e poi disegna, tra uno spritz, il sigaro e la sua fantasia. Di tale creatività, in questi giorni, dopo l’ultimo affettuoso saluto all’uomo che per trent’anni ha scelto di vivere in piazza Ferretto, ne parlano tante persone che lo conoscevano. E lo racconta anche la storia di un prete operaio e di un artista... di strada. 
L’INCONTRO
«Sono profondamente toccato dalla morte di Giorgio - dice emozionato don Gianni Fazzini, parroco di Altino - Ho fatto il prete e l’uomo delle pulizie per 22 lunghi anni, e quando nel 2002, con la mia scopa in mano, sono arrivato alla Casa dell’Ospitalità di Mestre, era meraviglioso relazionarsi con la gente che frequentava la struttura. Tra quelle persone straordinarie - racconta - ho conosciuto Dorde, e presto siamo diventati amici. Lui mi raccontava tutte le sue avventure - ricorda - diceva sempre “io comunque sto bene così, anzi, mi sento un pochino perseguitato dagli altri, da chi insomma mi vorrebbe riportare indietro, ad una vita che ho deciso di rifiutare”. Dopo due anni insieme - prosegue - un giorno è arrivato tutto contento con cinque acqueforti, che mi ha donato dicendo “devi ricordarti di me”».
I disegni di Mandich sono soprattutto rappresentazioni astratte, «pennellate di colore», che celano tutto il mondo interiore di un uomo che oggi don Gianni riscopre. «In questi giorni di lutto li ho tirati fuori - spiega il parroco - e ho rivisto l’animo ricchissimo di una persona serena, quella di vent’anni fa, il mio amico. Ora - riflette - so per certo di non essere stato l’unico destinatario della sua creatività, i suoi disegni li dava spesso in giro, come alla cooperativa “Mag” che ultimamente frequentava, e che mi ha confermato di avere qualcosa. Ecco - propone - lancio una richiesta a chi fosse in possesso di queste opere: raccogliamole, e poi organizziamo una mostra che possa offrirci l’opportunità di leggere e rileggere Giorgio, il suo percorso artistico e soprattutto esistenziale». Per aiutare don Gianni Fazzini nel suo proponimento in memoria (e in scoperta) di Dorde Mandich, è possibile scrivere una mail a giannifazzini@veneziastilidivita.it. 

 

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