Schianto in ultraleggero: «Ha visto bruciare il fratello e ha chiuso gli occhi»

Lunedì 9 Settembre 2019 di Marco Corazza
San Michele al Tagliamento. Schianto in ultraleggero: «Ha visto bruciare il fratello e ha chiuso gli occhi»
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SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO (VENEZIA) - «Ha guardato il fratello, avvolto dalle fiamme poi ha chiuso gli occhi». I testimoni dell'incidente aereo di sabato pomeriggio a Bevazzana di San Michele al Tagliamento hanno raccontato ai soccorritori di aver trovato Massimo Zanetti, 56 anni di Porcia, fuori dal velivolo, mentre il fratello Gianluigi, 60 anni residente a Cagliari, è rimasto intrappolato nell'ultraleggero ed è morto carbonizzato.

«L'aereo ha fatto tre piroette in cielo e poi è piombato a terra»
 

 

Massimo Zanetti è ricoverato all'ospedale dell'Angelo di Mestre: i sanitari non hanno sciolto la prognosi, ma l'uomo ha dato dei timidi segnali di ripresa. Ora è in corso l'inchiesta, condotta dalla Procura di Pordenone, che dovrà fare piena chiarezza su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità. Al momento il sopravvissuto è indagato per incidente aereo. Era lui ai comandi del velivolo Ibis Rj-03, immatricolato in Francia e poi in Italia nel 2016. Un  pilota esperto Zanetti, con un brevetto di lungo corso e che recentemente aveva rinnovato. I carabinieri di Bibione, agli ordini del luogotenente Raffaele Battipaglia, hanno raccolto diverse testimonianze. I fratelli Zanetti erano partiti pochi minuti prima delle 15 dall'aviosuperficie Toniatti, alle porte di Bibione. Il più giovane si è seduto davanti ai comandi, dietro il 60enne. Il piano prevedeva il sorvolo della zona tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma non non appena l'Ibis è decollato, sono iniziati i problemi. «Il velivolo è andato in stallo - hanno detto alcuni ciclisti tedeschi che stavano pedalando sulla vicina pista ciclabile - e lo abbiamo visto rialzarsi, per poi avvitarsi tre volte su se stesso e schiantarsi al suolo». Il pilota ha tentato inutilmente di riprendere il controllo: lui è riuscito a sganciarsi saltando fuori dalla cabina, il fratello è rimasto incastrato nel sedile posteriore del velivolo che è precipitato al suolo incendiandosi.
I SOCCORSII primi ad arrivare sono stati gli agenti della Polizia locale del Distretto Veneto est, con il comandante William Cremasco, seguiti dai vigili del fuoco di Mestre. Fra le ipotesi al vaglio degli inquirenti innanzi tutto il guasto al motore ma anche il maltempo perché quando i fratelli Zanetti si sono alzati in volo a Bibione splendeva il sole mentre 15 chilometri più in là dove è avvenuto il tragico schianto si stava abbattendo un fortunale con forti raffiche di vento e grandine. I resti del velivolo, posto sotto sequestro dal pm Carmelo Barbaro titolare del fascicolo, sono stati recuperati dal soccorso Perissinotto, mentre la salma di Gianluigi Zanetti è stata trasferita dalle onoranze Duomo nel cimitero di Bibione. Di Porcia, come il fratello, laureato in scienze matematiche e fisiche, da tempo si era trasferito a Cagliari, dove dirigeva la gestione scientifica e amministrativa di uno dei quattro settori di ricerca del Crs4, centro che promuove lo studio, lo sviluppo e l'applicazione di soluzioni innovative per l'industria e l'ambiente. Era un ricercatore apprezzato a livello internazionale: lascia la moglie. Massimo, ingegnere dipendente della base Usaf di Aviano, sposato e con due figli, a Porcia ci vive tuttora con la famiglia, nella frazione di Talponedo. 
Marco Corazza

Ultimo aggiornamento: 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA