Turisti "fracassoni", quanto disturbano i residenti di Venezia? Arriva il questionario

Lunedì 8 Novembre 2021 di Marta Gasparon
Turisti "fracassoni", quanto disturbano i residenti di Venezia? Arriva il questionario

VENEZIA - Suonano il campanello nel cuore della notte? O trascinano i trolley giù per le scale rompendo i gradini e causando frastuono? È solo una minima parte, questa, dei quesiti proposti ai veneziani che abitano in condomìni di centro storico e isole con all'interno appartamenti destinati, almeno in parte, alle affittanze turistiche. Il soggetto degli interrogativi sono naturalmente i turisti, sorvegliati speciali di Tutta la Città insieme!, pronta a lanciare l'iniziativa FaVeRAT, il Comitato delle famiglie veneziane rovinate proprio dagli affitti destinati a chi in città sosta per qualche giorno. «Si tratta di una piccola o grande, in base a come la s'interpreti, provocazione. Piccola perché organizzata in maniera divertente, ma grande poiché si va a toccare un tema fondamentale per la vita della città», dice il consigliere Giovanni Andrea Martini, spiegando come l'iniziativa - le cui conclusioni saranno tirate a fine 2021, per essere poi proposta anche a Mestre - sia nata dopo le molteplici segnalazioni raccolte. Tutte accomunate da un disagio di fondo che i residenti che vivono in certi condomìni hanno manifestato senza sconti. 


Ecco allora che l'indagine di Tutta la Città insieme! si pone l'obiettivo di dar voce a chi la pazienza l'ha ormai perduta, proponendo di compilare un rapido questionario che potrà essere trovato sui social o in alcuni negozi del centro storico che faranno da veri e propri punti di raccolta, come il pastificio Giacomo Rizzo in salizada San Giovanni Crisostomo, l'edicola di campo Santo Stefano e il bar Boresso in salizada San Stae. 


Alle esperienze trascritte nero su bianco verrà garantito l'anonimato e prenderanno parte a una pubblicazione che porterà a degli spunti di riflessione. Il problema? «In città ci ritroviamo ad avere degli alberghi che non sono definiti tali e che non seguono le normative degli stessi», continua Martini. «Vogliamo mettere in luce un dato di fatto che parte dal tipo di edilizia veneziana non certo fatta di grandi condomìni, con scale larghe, ma di una vicinanza che costringe gli inquilini a convivere secondo regole di buonsenso», riflette Manfredo Manfroi, ideatore dell'iniziativa. 


«La politica della casa - conclude l'architetto Franco Migliorini - è ormai passiva, mentre quella turistica pro attiva. Il mercato immobiliare è lasciato a se stesso: almeno fino a due anni fa, a livello comunale, c'erano 8mila alloggi per affitti brevi, di cui 5mila a Venezia e isole. Il turismo è una risorsa, ma di che tipo parliamo?». Ricordando un dato di Ava: il turismo escursionista, pur rappresentando il 70% della movimentazione in città, incide solo per un 30% sul reddito.

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