Superbonus: la truffa delle false ditte, molte sono senza dipendenti

Domenica 28 Novembre 2021 di Tomaso Borzomì
Edilizia, il superbonus ha rilanciato il settore (foto archivio)
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VENEZIA - Attenti alle truffe sul superbonus edilizio. L’allarme arriva dall’Ance, l’Associazione costruttori, attraverso il presidente veneziano Giovanni Salmistrari. A tutela del lavoro della stragrande maggioranza delle imprese che lavorano bene, l’associazione quindi mette in guardia chi deve restaurare casa. I raggiri si nascondono dietro vari comportamenti: da chi incassa l’anticipo e poi scappa a chi, per accreditarsi, addirittura arriva a modificare con photoshop le facciate di edifici per presentare i risultati di un lavoro fatto a regola d’arte e che invece non corrisponde al vero.

I due suggerimenti che Salmistrari si sente di dare a chi vuole evitare la frode sono quelli di analizzare bene chi si ha davanti: «Bisogna vedere innanzitutto l’anno in cui è stata costituita la società - premette - Se qualche impresa è “nata” nel 2020, allora vuol dire che si è costituita solo per i bonus. Oltre a questo, capire l’organico medio e magari dare una telefonata alle associazioni di categoria per verificare che siano imprese serie. Non che chi non sia iscritto non lo sia, ma almeno è una sicurezza in più. Nell’ultimo anno in Veneto sono nate oltre mille imprese di costruzioni, la maggior parte senza alcun dipendente». Questa prassi, su cui l’Ance sta vigilando, ha “costretto” il Governo al “decreto antifrodi” del 12 novembre scorso.

Un provvedimento, di cui spiega Salmistrari «abbiamo sempre sostenuto la necessità». «Ma ora - aggiunge - non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per le modalità con le quali sono state introdotte le nuove norme». L’introduzione della retroattività dell’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità dei costi anche per le iniziative in corso, ha provocato il blocco dell’operatività delle piattaforme che gestiscono le cessioni dei crediti d’imposta da bonus edilizi, «gettando nella assoluta incertezza - prosegue Salmistrari - gli operatori e i contribuenti interessati dagli interventi agevolati». Il presidente dell’associazione chiarisce il tranello in cui è caduto il Governo: «C’è un errore di fondo, fare una legge senza paletti. Da un lato sono entrati i cosiddetti “General contractor”, aziende solide, grandi, come Enel o Snam, che si son messe a fare questo mestiere, dando però ampie garanzie. Ma sul bonus facciate non c’è nessun controllo. Se escludiamo Venezia, che con la Soprintendenza ha regole più stringenti, l’attività è libera, perciò ci sono stati tanti a improvvisarsi». Con seri rischi per i titolari di casa: «Il responsabile, anche dal punto di vista delle verifiche sulla sicurezza, è il committente lavori, a meno che non ci sia un altro nominato. Per cui la gente rischia di trovarsi di fronte a problemi seri, senza saperlo».  «Prendiamo atto - continua Salmistrati - che, dopo giorni di blocco, le piattaforme stanno finalmente per tornare in funzione, rileviamo che manca ancora il decreto ministeriale sull’aggiornamento dei valori massimi dei prezzari ai quali dovranno attenersi gli asseveratori. Sul punto, ci siamo attivati con gli ordini professionali e i colleghi artigiani per avviare un agile tavolo di lavoro che in breve tempo possa integrare i prezzari nazionali con le voci riguardanti la specificità del lavoro nel centro storico», continua Salmistrari. Il presidente conclude: «Il settore edilizio non ha subito i contraccolpi gravi di altri settori a causa della pandemia. Certamente il lockdown e tutte le restrizioni che ci sono state hanno comportato lo stop dei cantieri. Potremmo dire che la flessione del giro di affari si è aggirata sul 10%, ma oggi possiamo affermare di essere tornati ai livelli del 2019 e addirittura anche averli migliorati. A Venezia centro storico una spinta fondamentale è arrivata dal bonus facciate, in particolare».

Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 18:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA