La truffa del broker Rigato, la guardia di Finanza a caccia dei complici

Venerdì 1 Aprile 2022 di Vittorino Compagno
La guardia di finanza indaga

VIGONOVO - Il broker di Vigonovo Enrico Rigato ha fatto tutto da solo? Aveva dei complici? Le banche sapevano e hanno taciuto? Qualche elemento inizia ad emergere. Tra le persone complici di Rigato ne esiste una in particolare in grado di autentificare le firme dei clienti. Firme fatte a loro insaputa e molto probabilmente vergate dal broker stesso. Sarebbe anche lui un consulente finanziario come Rigato. Si tratterebbe di una persona che opera a Porto Viro (in provincia di Rovigo). La Guardia di Finanza ha effettuato una perquisizione nel suo studio-abitazione alla ricerca di documenti che ne definiscano il ruolo.

Anche se il suo nome non compare ancora formalmente nell’indagine, l’ipotesi è che sarebbe stato lui ad autenticare le firme dei clienti, effettuate a loro insaputa dallo stesso broker.


ASSEMBLEA
Nel frattempo sono in tanti, truffati e forze dell’ordine che indagano sul raggiro milionario messo in atto dal promoter finanziario, a porsi diverse domande. Sono i medesimi interrogativi emersi anche nel corso dell’assemblea di mercoledì sera a Ponte San Nicolò, organizzata dal vice presidente del Codacons di Bologna Bruno Barbieri. Un incontro al quale si sono presentati una cinquantina di clienti truffati da Rigato. Il loro numero è di gran lunga superiore, ma a quanto pare tutti hanno in comune con il broker il medesimo rapporto fiduciario e la stessa amicizia.


IL RACCONTO
«La mole di lavoro e le complesse operazioni bancarie eseguite nelle piattaforme di trading in line, alle quali si era convertito dal 2020, non potevano essere gestite da una sola persona» dice il 60enne Antonio Biasi di Vigonovo, uno degli amici dello spritz del venerdì sera, nonché suo cliente. Nel corso degli anni Biasi ha consegnato al broker 260mila euro. Della cospicua cifra e degli eventuali interessi maturati non c’è per ora alcuna traccia. Il forte sospetto è che la documentazione fornita a tutti i suoi clienti fosse solo carta straccia, nonostante risultasse intestata a noti istituti bancari che operano anche on line. «Fino a due anni fa Rigato lavorava direttamente con le banche e non avevamo mai avuto sia sospetti su nulla – continua Biasi. Poi qualcosa di molto grave deve essere successo. Improvvisamente le forme di investimento sono cambiate e tutto è passato sulle piattaforme bancarie on line. Solo da allora abbiamo iniziato ad avere i primi sospetti. Il forte dubbio è che le banche fossero conoscenza dei suoi equivoci investimenti e, nonostante le numerose richieste di spiegazioni avanzate da diversi clienti, abbiano preferito fare finta di nulla».
Intanto la Range Rover di Enrico Rigato appare e scompare da sotto casa sua, in via Dante a Vigonovo. Lui, naturalmente, evita accuratamente di farsi vedere in giro. Le imposte della sua abitazione risultano sempre chiuse. Sempre secondo gli amici dello spritz, Rigato controlla tutto il perimetro della casa mediante le immagini di ben quattro telecamere di sorveglianza esterna. Anche secondo la Guardia di Finanza di Mirano, che sta conducendo le indagini, è tappato in casa ed esce esclusivamente per andare ad acquistare, fuori paese. Gli sarebbe anche stato ritirato il passaporto. 

Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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