Tragedia della solfatara a Pozzuoli, in sette a processo con rito abbreviato

Martedì 14 Gennaio 2020
Una famiglia veneziana distrutta nella tragedia della solfatara del 12 settembre 2017
VENEZIA - Verranno tutti processati con rito abbreviato i sette imputati della "Vulcano Solfatara Srl" per il disastro della Solfatara. Il processo si è aperto oggi al Palazzo di Giustizia di Piazza Cenni, davanti al Gup del Tribunale di Napoli. Il sito naturalistico di Pozzuoli è chiuso da quel 12 settembre 2017, data in cui persero la vita, durante una visita turistica, i coniugi veneziani di Meolo Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella e il figlio Lorenzo: il ragazzino, avvicinatosi alla zona della fangaia (che sarebbe stata “aperta al pubblico e liberamente percorribile, senza alcun divieto di accesso”, come scrivono i Pm nella loro richiesta di rinvio a giudizio) per scattare una foto, precipitò in seguito all’apertura di una voragine sotto i suoi piedi, che inghiottì uno dopo l’altro, stordendoli con i gas del sottosuolo, anche il papà e la mamma, precipitatisi a ruota nel vano tentativo di salvare il ragazzo. Sopravvisse solo il figlioletto più piccolo dei Carrer, che ha assistito impotente al dramma e oggi vive con la zia.

Dovranno rispondere al tribunale quindi Giorgio Angarano, 72 anni di Pozzuoli, legale rappresentante della “Vulcano Solfatara srl”, l’unico a richiedere l’abbreviato condizionato al deposito di una propria consulenza tecnica, ammessa dal Gup, e sei soci della stessa: Maria Angarano, 74 anni di Pozzuoli, Maria Di Salvo, 70 anni, di Pozzuoli, l’omonima Maria Di Salvo, 40 anni, di Napoli, Annarita Letizia, 70 anni, di Pozzuoli, e Francesco Di Salvo, 44 anni, di Napoli. A giudizio anche la stessa società in persona del suo legale rappresentante. L’udienza è stata aggiornata al 4 marzo 2020 per la requisitoria dei magistrati della pubblica accusa, mentre il 12 e il 17 marzo toccherà agli interventi delle difese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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