Torre Venus Venis, privati contro il Comune: ricorso al Tar dopo lo stop alla Nave de Vero

Venerdì 29 Ottobre 2021 di Fulvio Fenzo
Torre Venus Venis, privati contro il Comune: ricorso al Tar dopo lo stop alla Nave de Vero

MARGHERA - E adesso se la vedranno giudici e avvocati. Blo Immobiliare, già titolare della Nave de Vero di Marghera e pronta a costruire a fianco la nuova torre Venus Venis bloccata in luglio dal Comune, ha depositato il ricorso al Tribunale amministrativo veneto per chiedere l'annullamento del provvedimento di diniego notificato a fine luglio. Un ricorso contro il Comune e pure contro la Regione (anche se in via subordinata, perché lo stop è arrivato dallo Sportello Unico del Commercio dell'amministrazione cittadina) per far ripartire un progetto da 80 milioni di euro che nel 2018 aveva già ottenuto il via libera della Città Metropolitana ed era ormai in dirittura d'arrivo.


IL RICORSO

Assistita dall'avvocato padovano Guido Zago, Blo Immobiliare va subito al dunque: «Il diniego è stato motivato - si legge nel ricorso - con una asserita non conformità urbanistica dell'intervento che non sussiste, come del resto dimostra il fatto che la stessa Amministrazione comunale ne ha più volte positivamente riscontrato ed espressamente attestato l'ammissibilità, per poi negarla nella fase conclusiva del procedimento con un provvedimento francamente inspiegabile. O, meglio, spiegabile con la volontà dell'Amministrazione di condizionare la tipologia delle attività insediabili nel compendio, unita alla mancata condivisione di quelle delle quali la proprietà aveva rappresentato la possibile localizzazione e, dunque, non solo in palese violazione del regime urbanistico dell'area interessata, ma anche con la sviata finalità di condizionarne lo specifico utilizzo quanto a tipologia e natura dell'attività».


LE ACCUSE

E così nel ricorso si parla esplicitamente di contraddittorietà e illogicità rispetto a precedenti determinazioni della stessa amministrazione (sempre il Comune), di difetto di motivazione, fino all'eccesso di potere per sviamento, tutte motivazioni che per i legali di Blo Immobiliare dimostrerebbero l'illegittimità del provvedimento impugnato. 
Del resto, dopo le richieste arrivate circa un anno fa dal Comune, Blo Immobiliare aveva già fornito garanzie sulla nuova suddivisione delle superfici della futura torre che dovrebbe sorgere a fianco della Nave de Vero (in un terreno incolto dietro alla rotatoria di ingresso appena usciti dalla Romea), nella quale la parte commerciale era stata ridotta a 6/7mila metri quadri, oltre a 1.800 metri quadri di superfici per gioco e ragazzi, 1200 di palestra e fitness, 800 di servizi sanitari, 700 metri quadri di ristoranti e bar, 300 di spazi promozionali del territorio e dei suoi prodotti o mostre, spazi congressi e business point per 1.300 metri quadri, e poco meno per attività come agenzie di viaggio, parrucchiere e lavanderia. Ma, se questo era il progetto, ora la decisione scivola dagli uffici di Urbanistica e Commercio a quelli decisamenti più austeri del Tar. E dagli architetti ed ingegneri si passa direttamente agli avvocati.
 

Ultimo aggiornamento: 11:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA