A rischio altri 400 posti di lavoro a Tessera se l'azienda aeronautica Superjet scompare

Giovedì 10 Giugno 2021 di Elisio Trevisan
VENEZIA Un Superjet 100 in volo di prova sulla laguna

MESTRE - A Tessera costruiscono aerei da ormai più di ottant’anni, prima come Officine Aeronavali, poi come Alenia Aeronavali, nel 2010 incorporata in Alenia Aeronautica. Il prossimo 12 settembre lo stabilimento rischia di chiudere, lasciando a casa 200 dipendenti a tempo pieno e 200 di indotto per questioni burocratiche e geopolitiche. Attraverso il consorzio italo-russo Superjet International, in Siberia costruiscono moderni jet per passeggeri e merci e a Tessera li allestiscono, li collaudano, li vendono, li riparano: ogni anno 15 velivoli escono dallo stabilimento lagunare, parte utilizzati dall’aviazione russa e parte venduti in giro per il mondo. Ebbene da settembre l’accordo bilaterale Italia-Russia, che venne siglato per la prima volta nel 1989, non sarà più valido e i russi dovranno fare tutto in casa oppure affidarsi a qualche altro Paese, tipo la Francia, che ha già una potente industria aeronautica con una ventina di marchi tra i quali Airbus e collaborazioni internazionali con Boeing, e che non vede di buon occhio la concorrenza di questo soggetto specie oggi che, tentando di uscire dalla crisi pandemica, la corsa ai mercati è ancora più agguerrita. Il clima di tensione tra Occidente e Russia non aiuta e la vita di un’industria diventa così una sorta di intrigo internazionale.


EVITARE IL DISASTRO
Per scongiurare il fallimento dell’operazione e la perdita di posti di lavoro ad alto valore aggiunto centrosinistra e centrodestra si sono rivolti al Governo: da un lato il parlamentare veneziano del Pd, Nicola Pellicani, e dall’altro “Coraggio Italia”, il nuovo soggetto creato da Brugnaro per la sua avventura politica a livello nazionale che ha fatto la sua prima uscita proprio sulla vicenda di Tessera. Pellicani ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Di Majo per chiedere che si impegni per arrivare prima della scadenza fatidica di settembre alla firma del nuovo accordo che permetterà di aggiornare quello vecchio chiamato Basa (Bilateral Aviation Safety Agreement) che ha permesso fino ad oggi di trasferire a Tessera i gusci vuoti degli aerei costruiti in Russia. Il fatto è che dal 1989 la legislazione europea è cambiata e che per rinnovare quell’accordo, che i russi sono pronti a firmare anche subito, non è così semplice, ci sono procedure da seguire e non è detto che si faccia in tempo. Ieri il Ministero ha risposto a Pellicani che da tempo si è attivato e che ora Superjet International Spa dovrà presentare all’Europa domanda di certificazione come organizzazione di produzione e che l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) dovrà certificarla, nel frattempo la Farnesina a Bruxelles sta tentando di posticipare la scadenza del 12 settembre. «È in ballo il destino di centinaia di famiglie - ha commentato Pellicani -. Non è pensabile che nel momento in cui siamo tutti concentrati nella ripartenza, in cui sono previsti ingenti investimenti attraverso il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), per consentire al Paese di compiere quel salto nel futuro che aspettiamo da troppo tempo, sia costretta a chiudere un’eccellenza italiana». La storia di Superjet ha visto altri momenti molto difficili: la società è attualmente controllata al 90% dalla russa Sukhoi Civil Aircraft, attraverso la Irkut, mentre il restante 10% è detenuto da Leonardo Finmeccanica; fino al 2016, però, gli italiani possedevano il 51%, quando l’allora amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti decise di cedere quasi tutta la partecipazione ai russi, nonostante la contrarietà degli enti locali. 


LE OFFERTE AI RUSSI
Più volte il sindaco Luigi Brugnaro ha incontrato l’ambasciatore e altri rappresentanti del governo russo, mettendo a disposizione le eccellenze della realtà lagunare per la promozione commerciale degli aerei, promuovendo Porto Marghera come possibile sede di nuove attività di Superjet e di Sukhoi, anche attraverso l’estensione della “zona franca doganale”, e offrendo disponibilità per la creazione e lo sviluppo di un “Park tecnologico aeronautico”. Non a caso, dunque, i componenti della Commissione Difesa, Michaela Biancofiore ed Osvaldo Napoli, entrambi di Coraggio Italia, ieri hanno invitato il Governo non solo a impegnarsi per rinnovare l’accordo, ma di valutare il rilancio della partecipazione nella joint-venture: «Non possiamo restare vittime della burocrazia, sia essa italiana sia europea - hanno detto Biancofiore e Napoli -. È primario interesse della Città di Venezia, ma in generale della Regione e del nostro Paese, mantenere nella sede del polo aeronautico di Tessera l’attività di Superjet International, per preservare una realtà industriale ad alto contenuto tecnologico che, insieme alle altre società partecipate da Leonardo-Finmeccanica, costituisce un prestigioso polo industriale dell’avionica».
 

Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA