A4, cortocircuito burocratico: spariscono i 440 milioni per la terza corsia

Venerdì 5 Novembre 2021 di Maurizio Bait
I lavori per la terza corsia

TRIESTE - Beffato il Nordest: sono spariti i soldi per finanziare la terza corsia sul tratto di autostrada A4 fra San Donà e Portogruaro. L’emendamento trasversale al Decreto infrastrutture che attribuiva all’opera 440 milioni di euro in tre anni è stato dichiarato inammissibile e sostituito da un ordine del giorno che impegna il Governo “ad assumere le iniziative necessarie per la rapida realizzazione dell’intervento”. Sulla conversione in legge del decreto è stata posta ieri mattina al Senato la questione di fiducia L’emendamento andava a sostenere una parte maggioritaria dei costi per quei 25 chilometri di terza corsia che ancora mancano sull’intero tratto da Quarto d’Altino allo snodo di Palmanova, un autentico imbuto infernale che ha provocato 15 morti e un gran numero di feriti soltanto dall’inizio di quest’anno. La proposta di norma è stata respinta perché non è possibile attribuire le risorse pubbliche né ad Autovie venete, attuale gestore dell’A4 Venezia-Trieste, in quanto la sua concessione è scaduta ancora il 31 marzo 2017, né alla nuova Spa pubblica Autostrade Alto Adriatico, partecipata dalle Regioni Fvg e Veneto, che non ha ancora maturato un’operatività compiuta. A tale condizione si affianca il probabile problema legato all’ordinamento europeo in materia di aiuti di stato.
L’ordine del giorno “sostitutivo” è stato promosso dalla parlamentare leghista Ketty Fogliani (già vicesindaca di Portogruaro), ma reca le sottoscrizioni di Giorgia Andreuzza, Alex Bazzaro, Sergio Vallotto, Edoardo Rixi ed Elena Lucchini della Lega, Raffaele Baratto di Coraggio Italia, Maria Cristina Caretta di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Cortelazzo di Forza Italia, Sabrina De Carlo dei 5 Stelle, Sara Moretto di Italia Viva, Nicola Pellicani del Pd e Arianna Spessotto del Gruppo misto: esponenti di tutte le forze politiche fuorché Leu. Nel documento, in particolare, si afferma che «l’arteria in questione rappresenta la porta del Paese verso l’Europa dell’Est, dove viaggia gran parte del commercio europeo su gomma e una grossa fetta del turismo estivo», senza tacere la considerazione che «l’insostenibile mancanza di investimenti su tale infrastruttura pesa sulle spalle dei cittadini con i molteplici incidenti avvenuti negli ultimi tempi». Ora da più parti si insiste sull’urgenza di riempire di contenuti la newco Alto Adriatico, il cui piano finanziario sarà valutato dal Cipess entro l’anno.

PANIZ PERPLESSO
«Non sapevamo nulla, ad Autovie, di queste iniziative parlamentari – dichiara al Gazzettino il presidente della società Maurizio Paniz – tuttavia sono felice di assistere a tanti sostegno per la prosecuzione e il completamento dei cantieri della terza corsia». Paniz confida quale fosse la sua idea: «Un’idea personale, intendiamoci, ma avrei preferito una concessione-ponte di sei anni ad Autovie per rendere bancabili i lavori grazie ai finanziamenti di Banca europea degli investimenti e Cassa depositi e prestiti e completare innanzitutto il tratto San Donà-Portogruaro, se possibile affiancando finanziamenti pubblici e certamente con gli introiti da pedaggi». In ogni caso «il Governo scelga la strada che ritiene migliore – aggiunge l’avvocato bellunese – ma l’importante è andare a avanti. E presto. Già 15-20 anni fa era stato definito un programma tuttora valido: prescrive che la terza corsia sia completata entro il 2026». Resta il nodo delle complesse procedure per arrivare alla nuova concessione: «Osservo soltanto – conclude Paniz – che oltre ai trasferimenti azionari dalla finanziaria Friulia che ci controlla alla Regione Fvg, occorre trasferire l’azienda, con i suoi quasi 700 dipendenti. Ci vorrà almeno un anno.

TEMPI STRETTI
A sua volta la parlamentare veneta di Italia Viva Sara Moretto ribadisce che «è urgente e prioritario il passaggio della concessione dell’A4 alla nuova Società Autostrade Alto Adriatico, questo deve essere l’obiettivo da cui possono poi partire ragionamenti sulla destinazione di fondi». Moretto aggiunge di aver ottenuto conferma in un incontro con la viceministra Teresa Bellanova, che «il fascicolo relativo al trasferimento della concessione dell’A4 sarà presto inviato al Cipess per l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno». Inoltre «il Ministero ha chiarito come il Governo non possa garantire ed erogare risorse, nemmeno quelle del Pnrr, a una società in liquidazione come Autovie venete, tanto più in prossimità del passaggio della concessione», chiarisce Moretto. Una volta conseguito il disco verde del Cipess e firmata la nuova convenzione, la newco Alto Adriatico dovrebbe essere pronta a ricevere la nuova concessione trentennale entro 120 giorni: una straordinaria corsa contro il tempo.
 

Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA