«Mia figlia in balìa delle baby bulle». Chat creata per insultare la 13enne

«Mia figlia in balìa delle baby bulle»  ​Chat creata per tormentare 13enne

di Davide Tamiello

Alta, bella, sorridente. La mamma sfoglia le foto dell'album sul cellulare lentamente, il dito scorre come una carezza sul viso della sua bambina. Perché nonostante lo sviluppo precoce e il fisico da adolescente, la protagonista della vicenda di cyberbullismo che in questi giorni ha scosso il Sandonatese è una tredicenne, con tutte le fragilità della più delicata tra le età. Una ragazzina che, dopo mesi di scherni e insulti da parte di un piccolo branco di coetanei, ha tentato il suicidio lanciandosi da una finestra della scuola. «Chi sa si faccia avanti. Chi le ha fatto del male ha sbagliato, ma stiamo parlando sempre di bambini come lei. Io sono pronta a perdonare, ma allo stesso tempo chiedo giustizia». 

IL GESTO DISPERATO Perseguitata dai cyber bulli, 13enne si lascia cadere dalla finestra a scuola

La ragazzina non è in pericolo di vita, ma ha rischiato davvero tanto. La mamma se ne era accorta fin da subito che qualcosa non andava. «Non era più la stessa - racconta - mia figlia è una ragazza solare, bellissima. Ho notato che all'improvviso non dormiva più, non mangiava, era sempre nervosa, portava a casa brutti voti da scuola. Finché non mi ha raccontato cosa stava accadendo». La madre guarda il cellulare della figlia e si rende conto finalmente di ciò che sta succedendo: una chat di un social network in voga tra i più giovani dedicata alla ragazzina, per insultarla e prenderla in giro. È composto da cinque o sei coetanei (principalmente femmine) della tredicenne, che per essere sicure che l'interessata sappia delle cattiverie in circolo sul suo conto, fanno lo screenshot delle chat e lo divulgano...
 
 
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Giovedì 19 Aprile 2018, 09:34






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5 di 40 commenti presenti
2018-04-20 11:37:05
I bulli virtuali si possono ridimensionare anche con metodi non virtuali, ma molto persuasivi.Basta sapere chi sono.Importante e'che i figli si confidino e passino l'azione repressiva al braccio secolare. Un bulletto lanciava sassi del sentiero del parco al ritorno a casa da scuola, contro figli e nipoti.Un giorno terminai il lavoro un'ora prima e mi appostai in biciletta.Appena il bulletto, il cui nonno premuroso sollevava dal peso dello zaino e poi si allontanava in bicicletta senza sorvegliarlo, comincio' il tiro al bersaglio, ebbe una sdrenata che si mise a piangere tutto tremante..senza nemmeno essere sfiorato.Da allora non solo non tormento' piu' i parenti , ma neppure altri.
2018-04-20 09:00:59
Maurizio G: sono proprio i genitori che la pensano come lei che causano tutto il male della società. Molto facile dare la colpa alle istituzioni quando invece la prima colpa è proprio sua e di chi la pensa come lei che sono milioni, gente come lei che dovrebbe sapersi comportare da vero genitore. Essere presente, capirli e conoscerli ma sopratutto insegnare loro cosa è bene e cosa è male, Gli insegnanti, INSEGNANO MATERIE, non sono responsabili del comportamento dei ragazzi, prendetevi le vostre responsabilità genitori invertebrati.
2018-04-20 08:34:12
I bulli fanno parte della vita. Quando diventerà grande sta ragazzina secondo voi si troverà sempre un tappeto rosso su cui camminare? Non mi pare il caso di fare una caccia alle streghe per quattro bambini che fanno gli stupidi con un gruppo su Whatsapp. O vorreste rovinare anche la loro di vita, con indagini e articoli di giornale? Sarebbe questa la "giustizia" di cui parla la madre?
2018-04-20 07:06:36
E'successo ascuola di mio figlio ma poiche' e' stato educato bene mi ha detto cosa stava girando tra i compagni e ho avvertito la preside che ha fatto wuello che doveva fare e tutto si e' risolto. Comunque a scanso di equivoci 2/3 volte a settimana gli prendo il telefono e controllo. Qualcosa sicuramente cancellano na tendonona non farlo perché vogliono possedere il ricordo e poi il controllo e' a sorpresa.
2018-04-19 22:11:51
Non è facile difendersi dal bullismo, spesso si è soli di fronte a questi casi. I bulli hanno il loro "clan", chi subisce si isola. Non si parla per pudore, si tenta di farcela da soli.Non è possibile. Si perde l'autostima,ti senti "sfigato". Credetemi, lo so. Un consiglio? Ragazzi, parlate. Confidatevi con la famiglia, denunciate. Non ci si può rovinare la vita per quattro disgraziati, perchè questo sono.