Veritas perde in Cassazione: deve
restituire l'Iva del servizio rifiuti

Martedì 15 Marzo 2016
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VENEZIA - Non si deve pagare l'Iva in bolletta per il servizio raccolta rifiuti urbani perché la somma ha già «natura di tributo» che rende «inapplicabile l'Iva». Lo hanno deciso - dopo 7 anni di battaglia legale -  le Sezioni Unite civili della Cassazione respingendo il ricorso della 'Veritas spa' di Venezia, società di servizi ambientali, contro la decisione del Giudice di pace di Venezia che nel 2009 accogliendo il ricorso del veneziano Gino B., la condannò a restituirgli 67 euro e 36 centesimi di Iva non dovuta, oltre a interessi e spese.

Sul tema c'erano differenti orientamenti giurisprudenziali e perciò la questione è stata sottoposta alle Sezioni Unite della Suprema Corte che, nella sentenza 5078 depositata oggi, hanno formulato la soluzione definitiva sulla natura della tariffa rifiuti alla quale tutti ora si devono uniformare. La decisione del Giudice di pace di Venezia venne confermata anche dal Tribunale veneziano che nel 2014 riaffermò la natura tributaria della tariffa per l'igiene ambientale (Tia) ed escluse «l'assoggettabilità della Tia ad Iva sia per l'assenza di una normativa specifica, sia per essere le relative entrate riconducibili ai diritti, canoni e contributi percepiti nell'esercizio di pubbliche autorità». Le Sezioni Unite - presidente Renato Rordorf, relatore Marcello Iacobellis - hanno respinto il ricorso della 'Veritas' e la hanno condannata a pagare 1300 euro in favore di Gino B. per le spese del giudizio di Cassazione.

Ovviamente la sentenza farà giurisprudenza e per Veritas s'annunciano forti uscite impreviste. Le colmerà alzando le tariffe?

Ultimo aggiornamento: 23:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA