Super Green pass, il prefetto di Venezia lancia l'allarme: «Per fare più controlli devono darci gli uomini»

Martedì 23 Novembre 2021 di Alda Vanzan
Super Green pass, il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto
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Oggi il Green pass, domani il Super Green pass. Ma chi è che controlla? Se io mi sono vaccinato, se ho fatto la prima dose, il richiamo e adesso il booster, chi mi garantisce che il barista dove vado a prendere il caffè, il parrucchiere che mi taglia i capelli, il negoziante che mi vende le calze, la cassiera al supermercato che mi fa il conto della spesa, chi mi assicura che tutte queste persone sono in regola, che sono vaccinate o negative al tampone? Ossia, chi verifica il loro certificato verde, semplice o potenziato che sia? «Noi non abbiamo disposizioni in merito e comunque, se ci dicono che dobbiamo fare anche questi controlli, devono darci più uomini», dice il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto.


Super Green pass, come controllare?

È il buco nero di una emergenza pandemica che dura da quasi due anni e che vede sempre più contrapposti i sì-vax (tanti e silenziosi) ai no-vax e no-pass (tutto sommato pochi ma rumorosi), mentre i divieti e le restrizioni per evitare un nuovo blocco delle attività produttive saranno sempre più in aumento. A ore il Governo deciderà come e quando introdurre il Green pass rinforzato, ma il punto è sempre lo stesso: chi controlla? Già oggi ci sono ristoranti che ai clienti non chiedono di mostrare la certificazione verde prima di farli accomodare ai tavoli.

LA TESTIMONIANZA «Nessuno controlla il Green pass nei bar e nei ristoranti»

Dunque, a che servono un pezzo di carta e un QR se poi nessuno te li domanda?
Posto che devono essere i titolari a chiedere ai propri dipendenti se hanno la certificazione verde, nelle Faq del Governo il punto numero 14 pone il tema: Quali sono i soggetti titolati a controllare le aziende?. Risposta: Le aziende potranno essere controllate dagli ispettori del lavoro e dalle aziende sanitarie locali, dei quali si avvalgono i prefetti. A Padova ci sono stati controlli di polizia e Nas, in venti giorni sono state elevate undici sanzioni, i carabinieri sono entrati anche negli studi di medici privati e di base. A Treviso ci ha pensato il sindaco Mario Conte a chiedere a Federico Capraro, presidente della locale Ascom, di richiamare gli associati: «Alcuni locali sono leggeri nei controlli, oppure non ne fanno proprio. E questo non va bene».


Ristoranti, clienti con Green pass: ma chi controlla i ristoratori?


«I controlli nei ristoranti li devono fare i gestori dei locali», dice il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto. E chi è che controlla i ristoratori? «Noi non abbiamo avuto disposizioni in merito, le prefetture non hanno ricevuto incarichi in tal senso», dice il dottor Zappalorto. Questo non significa che i Cosp, i Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica attivi in ogni provincia, non possano disporre verifiche in tal senso, ma allora devono essere fatte delle scelte in base alle priorità. Zappalorto è netto: «Dobbiamo disporre i controlli durante le manifestazioni no-vax e le manifestazioni di altra natura, dobbiamo controllare il territorio perché c'è l'emergenza delle rapine, c'è la movida da tenere sotto controllo e c'è anche la movida violenta, c'è il fenomeno del bullismo. Bisogna scegliere dove agire perché tutto non lo possiamo fare. Abbiamo problemi più grandi del controllo del Green pass». È una questione di mezzi: «Con gli uomini e i compiti che abbiamo non possiamo che fare una selezione dei controlli da attuare. Ne abbiamo già tanti, troppi, non ce la facciamo a fare tutto». E allora? Allora delle due l'una: o si rinforzano gli uomini o, come auspica il prefetto di Venezia, ognuno di noi comincia a rispettare le norme. Come? È semplice. i ristoranti devono chiedere il Green pass agli avventori? Lo chiedano. E i clienti esigano che glielo si domandi. «Non ci sono alternative: o si aumentano le forze di polizia o si rispettano le leggi».

 

Ultimo aggiornamento: 18:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA