Spiaggia fascista, indagato il gestore. Presidio davanti a Playa Punta Canna

Giovedì 13 Luglio 2017
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SOTTOMARINA - Indagato dalla Procura della Repubblica di Venezia: si aggiunge di un nuovo tassello la vicenda di Gianni Scarpa e di quella che oramai è nota come la "spiaggia fascista", ossia Playa Punta Canna. E mentre Scarpa racconta di "voler mollare il lavoro che ha portato avanti per 20 anni", il suo nome viene scritto nel nel fascicolo d'inchiesta dei magistrati veneziani, un atto dovuto dopo la denuncia da parte della Digos che ha compiuto il blitz nello stabilimento balneare di Sottomarina la scorsa settimana. Nel mirino della Procura, e al vaglio del procuratore capo Bruno Cherchi e del sostituto procuratore Francesca Crupi, i cartelli e le foto "inneggianti al regime fascista".

PAROLE CHOC «IO SONO FASCISTA. CONDANNO IL VECCHIO FASCISMO MA ORA CI VORREBBE QUELLO NUOVO»​

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PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI ALLA SPIAGGIA (GUARDA IL VIDEO)
Un presidio di cittadini, convocato da Sinistra Italiana si è tenuto oggi, davanti allo stabilimento di Playa Punta Canna a Sottomarina di Chioggia ( Venezia) «contro l'inaccettabile propaganda fascista e razzista - scrivono i promotori in una nota - di cui si fa promotore ormai da anni il gestore della spiaggia, Gianni Scarpa: scritte cubitali inneggianti al fascismo, a Benito Mussolini, e finanche alla Shoah e alle camere a gas, nonché proclami con toni da ventennio diffusi dagli altoparlanti». «Abbiamo chiesto a gran voce che si dia seguito immediato all'interrogazione presentata alla Camera dall'On. Giovanni Paglia (SI) - aggiungono -, nel senso di una pronta revoca della concessione balneare, nonché della rimozione dei cartelli con riferimenti xenofobi, razzisti e fascisti, come prescritto dalla questura. Riteniamo altresì sconcertante, anche per il ruolo educativo che dovrebbe svolgere - concludono i rappresentanti di Si - il fatto che l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan abbia proposto una festa in stile ventennio all'interno dello stabilimento, annunciando di volersi calare nei panni dell'amante del Duce. Tutto questo, oltre a rappresentare una pericolosa minaccia allo spirito democratico della nostra costituzione, è decisamente contrario ai nostri valori». 

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Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 09:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA