Speedline: Ronal diserta l'incontro. Chiusura confermata, via dal Veneto nel 2022 ed è sciopero

Nel 2022 l'azienda delocalizzerà la produzione, probabilmente in Polonia

Martedì 7 Dicembre 2021 di Maurizio Crema
Sciopero alla Speedline
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SANTA MARIA DI SALA - Speedline, Ronal non si presenta al tavolo di confronto con i sindacati e arriva la mazzata: come aveva anticipato il Gazzettino entro il 2022 verrà chiuso lo stabilimento di Tabina di Santa Maria di Sala, nel Veneziano, e delocalizzata la produzione all'estero, probabilmente in Polonia. Più di 600 posti a rischio che diventano circa 800 con l'indotto. Immediata la proclamazione di uno sciopero di 8 ore per ogni turno fino a questa mattina. Oggi in programma un incontro col sindaco della Città Metropolitana di Venezia Luigi Brugnaro, che per primo la scorsa settimana ha lanciato l'allarme sulla chiusura della storica fabbrica che produce ruote in lega per auto. Giovedì vertice al tavolo di crisi della Regione Veneto con Confindustria Venezia Rovigo e in collegamento il ministero dello Sviluppo economico. La vertenza dunque diventa nazionale. Ieri al tavolo di confronto la multinazionale svizzera che dal 2007 controlla la Speedline non si è presentata. Al suo posto dirigenti aziendali più rappresentanti dello studio Alix Partners (per la parte economica) e legali dello studio Bonelli Erede. «L'azienda sostiene che l'eccessivo costo della produzione ha portato il gruppo a perdere fatturato negli ultimi due anni - avvertono Fiom Cgil e Fim Cisl - attiveremo tutte le iniziative possibili per fermare questa decisione, costringere Ronal a cambiare idea e restituire un futuro ai lavoratori e a questo territorio». «In gioco ci sono 600 addetti più l'indotto delle piccole e piccolissime aziende che lavorano in esclusiva per Speedline si arriva a circa 800. L'obiettivo principale è mantenere in attività il sito, con Ronal o qualcun altro - avverte Manuela Musolla della Fiom di Venezia -. Sarà una trattativa lunga, che deve diventare un caso nazionale, metteremo in campo tutte le iniziativa per salvare l'occupazione».

SISTEMA PAESE

«Quello di ieri è stato un incontro interlocutorio, durato solo dieci minuti - racconta Matteo Masiero, segretario della Fim di Venezia -. Ci hanno confermato le voci dei giorni scorsi: entro nove mesi, un anno vogliono chiudere l'attività. Ora è importante far sedere al tavolo anche il gruppo svizzero. E la politica ci deve aiutare in questo». Anche l'ex dipendente della Speedline Michele Zanocco, oggi segretario della Cisl di Venezia, incalza: «Il governo ha tutti gli strumenti e le risorse per affrontare questa crisi, anche trasformando l'azienda per farla diventare un modello. Come abbiamo fatto con l'Electrolux di Susegana». Anche lo stabilimento di Mestrino (Padova) potrebbe essere a rischio: «Fa prodotti di nicchia non due milioni di ruote all'anno. Ma la storia insegna che quando demolisci l'azienda più grande, poi per il resto è solo questione di tempo - risponde Zanocco -. Ora c'è bisogno di unità d'intenti. E deve prevalere un sano nazionalismo». La Lega sottoscrive. «Chiediamo al governo di attivarsi immediatamente per trovare una soluzione - avverte la presidente della sesta commissione della Regione, Francesca Scatto - e di prendere in considerazione un progetto pluriennale per la tutela e lo sviluppo del comparto automotive, studiando un dispositivo che obblighi le multinazionali a legarsi al territorio». 

Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA