Spaccio nel quartiere Pertini, interviene la polizia: uno per fuggire si tuffa nel canale, presi e processati

Sabato 7 Agosto 2021
Arresto di uno spacciatore (foto repertotio)
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MESTRE - Spacciavano cocaina al quartiere Pertini. Uno è stato arrestato, l'altro denunciato dopo un rocambolesco inseguimento che ha visto anche una nuotata dell'uomo in un canale. La coppia di spacciatori è stata fermata dagli investigatori del commissariato di Mestre: in manette un cittadino tunisino, I.S., di trent’anni, e denunciato in concorso un suo connazionale, Z.S dell'89, senza fissa dimora, per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Entrambi hanno precedenti specifici, soprattutto per fatti avvenuti tra la provincia di Padova e Venezia.

Non è la prima volta che nell'area del quartiere "Pertini" vengono effettuati arresti da parte della polizia, che ha anche effettuato un'attività di appostamenti con i quali si è riusciti a riscontrare un vero e proprio mercato della droga lontano dalle zone centrali della città, nel bosco dell'Osellino. I due soggetti sono stati osservati prima mentre estraevano da terra la droga occultata e poi quando, seduti su una panchina, stavano confezionando la droga all'interno di bustine pronte per essere spacciate.

Concitate le fasi del fermo dei due cittadini tunisini: I.S. è stato subito bloccato dopo una breve fuga, mentre Z.S., già conosciuto dagli operatori, è scappato buttandosi nel canale dell'Osellino e raggiungendo così la riva opposta. Ma poco dopo il 32enne è stato rintracciato in un'abitazione a Marghera. I poliziotti hanno sequestrato circa 20 grammi di cocaina e diverso materiale per il confezionamento, a dimostrazione della florida attività di compravendita di sostanze stupefacenti svolta da tempo. A conferma delle loro ipotesi investigative i poliziotti hanno trovato al termine della perquisizione all'interno dell'appartamento in uso all'arrestato ancora cocaina e diverso materiale usato per il confezionamento di stupefacenti, in particolare un bilancino di precisione e un taglierino.

La persona arrestata, considerati anche i suoi precedenti specifici, nella direttissima è stata condannata alla pena di un anno e 2000 euro di multa. Per quanto riguarda il complice denunciato per spaccio in concorso, valutato che era già sottoposto alla misura dell'obbligo di firma quotidiano, il Gip di Venezia ha disposto l'aggravamento della misura, con il divieto di dimora nel Veneto.

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