Nuovo supermercato sul lungomare di Sottomarina: rischio stop per il colosso di 1200 metri quadrati

Sabato 25 Gennaio 2020 di Diego Degan
Nuovo supermercato sul lungomare di Sottomarina: rischio stop per il colosso di 1200 metri quadrati

SOTTOMARINA (CHIOGGIA) - Sta per sorgere un nuovo supermercato sul lungomare e scoppia la polemica tra Lega e Cinquestelle. Il nuovo caso sembra destinato ad agitare le acque della politica cittadina, almeno di qui al prossimo consiglio comunale, perché è in quell'occasione che i consiglieri comunali di maggioranza presenteranno un ordine del giorno per bloccare praticamente qualsiasi nuova costruzione e cambio di destinazione d'uso sul lungomare. Intanto danno la colpa alla Regione per la costruzione del nuovo edificio, mentre il capogruppo leghista, Marco Dolfin, ribalta la stessa accusa nei loro confronti.

AI BAGNI CLODIA
Il casus belli, come lo definisce il consigliere pentastellato Daniele Padoan, presidente della commissione lavori pubblici e primo firmatario dell'ordine del giorno che ingesserebbe il lungomare, è la costruzione di un supermercato nei pressi dei bagni Clodia. Una struttura di 1200 metri quadri che andrebbe, dal punto di vista imprenditoriale, ad allargare l'offerta di beni e di servizi nell'area in questione, già dotata di attrezzature sportive, locali di ristorazione e via dicendo. Il nuovo edificio, come risulta dal permesso di costruire, è il frutto di un intervento di ristrutturazione e ampliamento su un edifico dismesso, richiesto nell'ottobre 2018 dalla società Stabilimento bagni lido di Padova srl e rilasciato il 26 settembre 2019 dallo Sportello unico edilizia privata del Comune.

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LA MOSSA DEI 5 STELLE
Il permesso di costruzione non fa riferimento alla futura funzione dell'edificio ma è voce diffusa che la catena Aldi lo prenderà in affitto per farci un supermercato. Ma, proprio ieri mattina, i Cinquestelle, sotto il titolo Stop al cemento e alla giungla edilizia nelle spiagge hanno diffuso una nota in cui definiscono quel permesso di costruire in ampliamento un atto obbligato, imposto dal Piano casa della Regione, che è sovraordinato rispetto agli strumenti comunali, e annunciano la prossima presentazione di un ordine del giorno che impegni la giunta a modificare gli strumenti urbanistici esistenti perché «vengano totalmente vietate nuove costruzioni, compresi i cambi d'uso delle costruzioni esistenti, con destinazione diversa da turistico-ricreativa, escludendo anche la destinazione turistico-ricettiva; siano permessi solo piccoli ampliamenti delle costruzioni esistenti, se strettamente necessari allo sviluppo delle attività turistico-ricreative esistenti, seguendo i principi della reversibilità edilizia e solo se ben inseriti dal punto di vista paesaggistico, ecc.».

Immediata la risposta del leghista Dolfin: «La Regione non c'entra nulla. Questo intervento viene fatto in base al Piano attrezzato del lungomare e l'imprenditore ha tutto il diritto di esercitare il suo interesse nella propria concessione».

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 09:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA