«Sotterranei segreti nei Forti di Mestre»: dopo la scoperta, sub in immersione per vedere cosa si nasconde sotto

Martedì 16 Novembre 2021
Forte Gazzera, sotterranei

MESTRE - Cresce la curiosità sull'affascinante scoperta fatta dal comitato che gestisce Forte Gazzera. E tra gli esperti della storia della città c'è chi sospetta che le stanze segrete, comparse nei sotterranei del compendio di via Brendole, possano trovarsi anche sotto altri due forti costruiti nello stesso periodo. 
È un'ipotesi fatta anche da Roberto Stevanato, che dal 1999 guida il Centri Studi Storici di Mestre. «La scoperta del Comitato Forte Gazzera è affascinante e misteriosa - commenta Stevanato -. Sono molto curioso e non riesco a immaginare di cosa possa trattarsi. Di certo erano opere necessarie al funzionamento del forte e forse, ma è solo una teoria, potrebbe trattarsi di riserve d'acqua in caso di incendio. Ma è impossibile al momento farsi un'idea precisa». Alcuni masegni, speculari tra loro sui due lati del forte ma diversi dagli altri, hanno insospettito i componenti del comitato durante un'ordinaria attività di pulizie. Scoperchiati i due tombini, il Gruppo Speleologico San Marco che opera nel forte ha scoperto la presenza di due tunnel portano ad altrettante stanze, ora sommerse. Nei prossimi giorni, con l'attrezzatura adatta alle immersioni, il gruppo di esperti proverà ad approfondire e a vedere dove conducono e se portino ad altre stanze e altri corridoi. Ma la speranza è di trovare l'appoggio di vigili del fuoco o della Protezione civile per svuotarle per poter comprendere con chiarezza cosa si nasconda nei sotterranei. «Bisognerà certamente entrare in sicurezza - aggiunge Stevanato, che nei prossimi giorni si metterà in contatto con il comitato per andare a vedere da vicino questa novità -. Dalle immagini sembra ci sia del materiale ammassato, potrebbe essere semplice materiale di risulta, ma potrebbe anche trattarsi di crolli, quindi serve la massima cautela». 


«SORPRESA INASPETTATA»

Si tratta certamente di opere che hanno più di un secolo. Sui documenti del Regio Esercito queste stanze non esistono e non sono quindi catalogate, ma se il traversone centrale del forte è stato costruito intorno al 1908, la realizzazione dei sotterranei è antecedente. «È un forte di straordinaria bellezza ed è un vero peccato che non ci siano grandi risorse per mantenerlo - riprende il presidente del Centro Studi storici -. Forte Gazzera si mantiene in piedi grazie all'opera straordinaria che fa il comitato con i suoi soci, che da sempre svolge il 90% del lavoro. Il Comune è intervenuto per qualche piccolo lavoro di restauro, ma se non ci fossero stati Graziano Fusati e Valter Liberalato, che purtroppo se ne sono andati, e le persone che hanno lavorato con loro, chissà in che condizioni sarebbe. Invece è ben mantenuto, ed è un'edilizia militare che ha un suo fascino. Ora si scopre che riserva delle sorprese. Questa, poi, non ce l'aspettavamo» aggiunge Stevanato che non esclude che i forti del campo trincerato di Mestre possano nasconderne altre. È probabile infatti che la scoperta abbia allertato anche chi opera in quelli di Marghera (il Tron) e di via Vallon, a Carpenedo. «Sono i forti coevi, erano i primi tre della cintura, e il progetto è lo stesso - conclude il presidente del Centro Studi storici -. Quindi sono stati costruiti sulla base degli stessi disegni e con le stesse tecnologie e modalità. Certamente dal forte Tron e Carpenedo staranno verificando». 
Melody Fusaro
 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA