In Mercedes al mercato mostra un pass per disabili: «Vado a prendere la nonna». Ma è morta nel 2019: furbetta denunciata

La "furbetta", dopo la verifica del falso documento, poi cambia versione ma è stata denunciata per falsità in certificati. Probabilmente usava la fotocopia colorata e plastificata da due anni

Venerdì 14 Gennaio 2022
Il permesso esibito dalla signora: una fotocopia a colori plastificata
4

CHIOGGIA - La Mercedes entra nell'area del mercato attraverso Calle Duomo. La conducente, una signora cinquantenne residente a Cavarzere, dichiara agli agenti della polizia di essere entrata nell'area vietata per aspettare la nonna che fa fatica a camminare. Alla richiesta se abbia un permesso per disabili che permetta il transito, la donna esibisce un tagliando rilasciato dal comune di Cavarzere ed intestato ad una donna lì residente. 
I poliziotti verificano non soltanto che è scaduto nel 2020, ma anche che si tratta di una fotocopia a colori dell'originale, opportunamente plastificata.

A questo punto la donna ammette che non c'è nessuna nonna al mercato, ma semplicemente che deve recarsi al bancomat per un prelievo. I successivi e immediati accertamenti fanno scoprire, invece, che la nonna, che effettivamente era l'intestataria del permesso, è deceduta ancora nel 2019 e che la nipote aveva fotocopiato il tagliando servendosene impunemente per anni.

La conducente ovviamente è stata denunciata per falsità in certificati o autorizzazioni amministrative e rischia fino a due anni di carcere. «Si rimane stupiti dell’incoscienza in cui perseverano queste forme di illegalità, dalle conseguenze serie ma, nello stesso tempo, evidentemente sottovalutate. E dire che ogni volta che ai “colpevoli” vengono spiegate le problematiche legali del loro gesto, la maggior parte di loro, come è successo ieri, cade dalle nuvole e addirittura si stupisce della “severità” della polizia locale a fronte di un peccato, a loro dire, veniale - spiega il comandante della polizia locale Michele Tiozzo -. Il controllo dei vigili è utile a disincentivare certi comportamenti che ledono i diritti dei residenti nelle aree a sosta regolamentata. E occorre ricordare che non si tratta di violazioni al codice della strada, ma di vicende penali, che comportano la necessità di affrontare un giudizio davanti alla magistratura, la nomina di un legale e, in caso di condanna, possono “sporcare” il certificato del casellario giudiziale e provocare indirette conseguenze nei futuri rapporti con qualsiasi pubblica amministrazione (concorsi pubblici, appalti, ecc.)». 

«Ringrazio la polizia locale per il suo operato anche in questa occasione – aggiunge il sindaco di Chioggia Mauro Armelao – per contrastare quei comportamenti detestabili dei “furbetti” che utilizzano, senza averne diritto, permessi indispensabili a chi, effettivamente, ha gravi difficoltà a muoversi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA