Si tuffa dal pontile a Jesolo, batte la testa:
diciottenne rischia di restare paralizzato

Giovedì 23 Giugno 2011
Jesolo (archivio)
VENEZIA - Un tuffo spericolato in mare da un pontile (una capriola o un'evoluzione simile) poteva costare una paralisi ad un giovane di 18 anni, soccorso mercoled pomeriggio sull'arenile di Jesolo (Venezia). Il ragazzo, di Cavallino-Treporti, aveva picchiato violentemente la testa sul fondale, procurandosi un trauma alla colonna vertebrale. Quando i sanitari del pronto soccorso sono giunti sul posto, il diciottenne aveva perso la sensibilità alle gambe: cosa che ha fatto temere il peggio, cioè un danno serio alla colonna vertebrale. Gli accertamenti diagnostici compiuti all'unità spinale dell'ospedale di Mestre hanno fortunatamente permesso di stilare una diagnosi meno infausta: trauma midollare all'altezza cervicale della colonna vertebrale.



Il giovane - sottolineano i medici - non perderà l'uso degli arti e potrà, dopo mesi di riabilitazione tornare ad una vita normale. Resta però l'allarme nei medici per la sempre maggior frequenza di questi traumi da tuffo, specie a danno dei giovani. Nel 2010 il pronto soccorso di San Donà e Jesolo - ha reso noto il primario, Franco Laterza - ha avuto 4 casi di ragazzi feriti dopo essersi tuffati in mare. Due di essi sono rimasti tetraplegici.



«Questo ragazzo - ha aggiunto il dottor Laterza - ha rischiato di rovinarsi per sempre la vita, può ritenersi un miracolato. Abbiamo voluto parlare di questo caso perché sia da monito a tutti gli altri giovani che si recano al mare questa estate. Non rischiate di rovinare il resto della vostra esistenza: evitate simili bravate e soprattutto di tuffarvi dai pontili perché il livello dell'acqua è troppo basso ovunque».
Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 21:07

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