Sfregio alla basilica del Redentore, sulle tracce dei vandali: erano in tre

Martedì 17 Maggio 2022 di Roberta Brunetti
Sfregio alla facciata del Redentore, presi i vandali
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VENEZIA  - Un gruppetto di vandali che ha agito nel cuore della notte. All'indomani dell'imbrattamento della basilica del Redentore alla Giudecca, si stringe il cerchio attorno ai presunti colpevoli. 

Scritta sul Redentore: ecco chi è stato

Gli investigatori avrebbero individuato almeno tre persone che sarebbero entrate in azione tra le 3.15 e le 3.45 nella notte tra domenica e lunedì. Tra loro un veneziano, ma anche uno straniero che vive e lavora in città. In un quarto d'ora avrebbero dipinto di vernice una porzione alla base della facciata palladiana, lasciando pure una scritta senza senso che inizialmente era sembrata una formula matematica. Sulle loro tracce, ci sono gli agenti della Polizia locale, ma anche gli uomini della Digos, che al momento hanno escluso messaggi terroristici dietro quella strana scritta. Il gruppetto di vandali sarebbe stato immortalato dalle telecamere, ma anche notato da un testimone. Tracce raccolte in queste ore dagli investigatori in vista di una ormai prossima denuncia.

La scritta misteriosa: la paura della pista terroristica

Quella scritta, zeppa di simboli matematici, inizialmente aveva spaventato. In una fase di instabilità internazionale come questa, un messaggio decisamente strano, comparso su un monumento così noto e ben visibile. Si era pensato che potesse riferirsi addirittura ad una bomba. Nulla di tutto questo. Gli uomini della Digos hanno esaminato anche l'altra scritta apparsa, una settimana fa, sulle mura di Sant'Antonin, chiesa più defilata a Castello. In questo caso più un disegno, ma con la A cerchiata, simbolo dell'anarchia. Anche qui sono stati esclusi collegamenti terroristici. E non sono stati notati particolari collegamenti con l'imbrattamento del Redentore.


Blitz di 15 minuti per sfregiare il Redentore


Le telecamere hanno consentito di individuare il momento in cui il vandalismo è stato compiuto: tra le tre e un quarto e le tre e mezza della notte. Un quarto d'ora che è bastato a stendere la mano di rosso e poi a segnare quella scritta strampalata. Un aiuto ulteriore agli investigatori, per dare un nome ai vandali, è arrivato anche da un testimone. Gli imbrattatori rischiano una denuncia (comunque a piede libero) per danneggiamento di un bene monumentale.

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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