Scuola, caos quarantene. La proposta di Zaia al Governo: a casa solo i compagni di banco

Sabato 25 Settembre 2021
Scuola, caos quarantene. Zaia: in Veneto si fa come in aereo: a casa solo i compagni di banco
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A poco più di dieci giorni dal rientro in classe degli studenti, la scuola italiana è già nuovamente alle prese con Dad e quarantene. Nulla di paragonabile allo scorso anno, ma una situazione che comunque evidenzia lacune in termini di programmazione. Ad esempio non è stato sviluppato un sistema di monitoraggio dei contagi puntuale (quello in essere è parziale, con test a campione e solo in alcune fasce d'età), non si hanno indicazioni precise sul numero di studenti che di volta in volta finiscono in isolamento né, soprattutto, è stata fatta reale chiarezza su come debbano essere organizzate le quarantene. Tant'è che viene contestata anche la durata definita per l'isolamento: 7 o 10 giorni a seconda dello stato vaccinale dello studente

Contagi a scuola: quarantena e tamponi, cosa fare?

Ad oggi ogni Regione, o addirittura ogni autorità sanitaria locale, sta andando per conto suo. E quindi il governo sta già studiando un piano per correre ai ripari. «Si è aperta una riflessione sulla possibilità di ridurla per tutti» ha spiegato ieri il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso. Una dichiarazione a cui ha fatto eco il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: «Ci si sta lavorando, tra due/tre settimane potremo fare un punto, intorno al 10 di ottobre». L'idea è porre un freno alla babele di interpretazioni differenziate a cui si assiste oggi. Nel caso in cui uno studente risulti positivo in Emilia-Romagna ad esempio, oggi finisce in quarantena solo con il compagno di banco. Se invece è positivo uno studente di una scuola toscana (seguendo le indicazioni del ministero della Salute), resta in Dad assieme a tutta la classe. Il Veneto e il Lazio propongono di introdurre nelle aule le stesse regole che valgono sugli aerei: vanno in isolamento le persone sedute nelle due file dietro, davanti e di lato.

Scuola, positivo in classe: come funziona in Veneto

«Stiamo elaborando una nuova proposta da fare al Governo sulla quarantena nelle classi, che dovrà tener conto innanzitutto della percentuale di ragazzi vaccinati - ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia -. Le linee guida nazionali ci sono e vengono solitamente costruite partendo dalle proposte del Veneto. Ci siamo chiesti se potevamo essere ancora più innovatori: se in aereo c'è un positivo non vanno in quarantena tutti coloro che sono in quell'aereo. Nelle aule dovremmo tener conto della percentuale di vaccinati e questa può già essere una prima discriminante. L'altro aspetto è il posizionamento dei ragazzi rispetto all'eventuale soggetto positivo».


Didattica a distanza

Peraltro la diversa interpretazione delle quarantene scolastiche rischia di avere conseguenze anche a livello didattico. «È indubbio che laddove i servizi sanitari sono organizzati meglio - spiega Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi - per avviare indagini puntuali, si farà meno didattica a distanza. La scuola è un sistema complesso: le sue dinamiche dipendono molto anche da fattori esterni come i trasporti e il servizio sanitario». Le rilevazioni dei test Invalsi hanno infatti evidenziato come negli ultimi due anni siano peggiorati i livelli di apprendimento degli studenti e tra le cause principali c'è la Dad, visto che le regioni che ne hanno avuta di più, cioè Campania e Puglia, sono quelle che ne sono uscite con le ossa maggiormente rotte. Il Veneto, intanto, conta di arrivare all'85% dei vaccinati «in un mese e mezzo o due». Così il governatore Zaia che ha definito «buoni» i dati sui contagi: l'indice Rt è 0,88, la percentuale di occupazione delle terapie intensive è al 6% e al 4% nell'area non critica.

 

FAQ SCUOLA - DOMANDE E RISPOSTE DELLA REGIONE VENETO

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA