Scontro tra fedeli-ultras sul sagrato all'uscita della messa di don Antiga

Martedì 19 Febbraio 2019
don Massimiliano D'Antiga
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TREPORTI - In due mesi la situazione è completamente cambiata. Dopo il clima di calma apparente dello scorso dicembre negli ultimi giorni le discussioni sono diventate sempre più accese. Fino a culminare con una serie di offese. Reciproche, da una parte all'altra. Anche all'uscita da messa, direttamente sul sagrato di piazza Ss. Trinità. E come se non bastasse dalla piazza del paese si è passati a quella virtuale, con velenosi scambi di botta e risposta attraverso i social, anche con post prima pubblicati e poi a distanza di alcune ore rimossi.

LA VICENDA È l'effetto scatenato dal caso legato a don Massimiliano D'Antiga, il sacerdote originario di Treporti che dal 1985 al 1996, quando ancora era seminarista, ha esercitato il suo ministero proprio nella parrocchia treportina della Ss.Trinità per poi trasferirsi a Venezia e che lo scorso dicembre si è autosospeso dall'esercizio del ministero sacerdotale, in aperto contrasto con la decisione del patriarca Francesco Moraglia di trasferirlo a San Marco dalla parrocchia di San Zulian-San Salvador. 

CASE ED EREDITA' In ritiro nella casa dei genitori a Treporti, al centro di tutta la vicenda sono finite le proprietà della famiglia del sacerdote: una quindicina di appartamenti e case tra Cavallino-Treporti e il centro storico di Venezia, che (visure camerali alla mano) risultano intestate al prete. E così, alla fine, la riorganizzazione pastorale delle parrocchie nell'area marciana ha toccato anche la comunità treportina, ora divisa in due: da una parte i fedelissimi di don Massimiliano, dall'altra i contestatori e chi sostiene la scelta del Patriarca. E con tutti questi presupposti i due gruppi domenica scorsa, all'uscita della messa delle 10, si sono affrontati. 

LO SCONTRO VERBALE In totale una trentina di persone con netta maggioranza degli oppositori di don Massimiliano. Prima c'è stato l'invito del gruppo a sostegno del religioso a smetterla con accuse e illazioni e a lasciarlo in pace. Poi l'immediata risposta dei suoi contestatori ma ancora lo difendete?. 
Parole che hanno acceso la scintilla e le offese tra i due gruppi si sono sprecate. Solo per fortuna, la situazione non è degenerata ulteriormente e di fronte alla raffica di reciproci improperi, i due gruppi si sono ritirati. Ma a conti fatti le tensioni ormai sono certificate.

IL POST IN FACEBOOK Anche dai post prima pubblicati e poi cancellati, in una pagina Facebook, da Emanuela, la sorella di don Massimiliano,che, sulle polemiche per le 15 proprietà immobiliari intestate a don D'Antiga, si è detta «stupita dai miei ex compaesani che sanno di anni e anni di duro lavoro mio e dei miei in laguna, giorno e notte per costruirci qualcosa».  Specificando poi che «L'invidia è una brutta bestia, abbiate invidia dei ladri veri e non della povera gente che da anni cammina gobba da tanti anni di duro lavoro. E' ora di finirla». 
E almeno su questo punto tutti sono d'accordo. «Questa storia si trascina da troppo tempo riferiscono alcuni parrocchiani che sostengono la decisione del Patriarca e anche la nostra comunità si è divisa in due fazioni. Il Patriarca metta la parola fine a tutto questo con una decisione che vada nell'interesse della chiesa e dei fedeli».

    

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