Gianni Scarpa e la carrambata nel locale "del Duce": scatta il saluto fascista

Venerdì 9 Novembre 2018
Gianni Scarpa e Ferdinando Polegato
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Sembra trattarsi più di folklore che di apologia. D'altronde al bancone della trattoria di Sequals di cui è titolare Ferdinando Polegato se ne sono viste di tutti i colori, anche se a dominare è senza dubbio il nero dei nostalgici del Ventennio.



Stavolta però a far parlare non è il solito (e ormai non notiziabile) saluto romano del Duce di Sequals, come Polegato stesso ama definirsi, quanto una carrambata da parte di Gianni Scarpa. Il suo nome era diventato famoso l'anno scorso. Si tratta infatti del noto gestore della spiaggia Punta Canna di Chioggia, in provincia di Venezia. Manganello sui denti scritto in un cartello, foto di Mussolini - nonno Benito, le regole a caratteri cubitali - ordine, pulizia, disciplina, slogan dagli altoparlanti, e altri richiami al Ventennio l'avevano messo nei guai. Ma il  gestore di Playa Punta Canna si era immediatamente difeso: «Dicono che inneggio al regime e sono fascista? Io non sono fascista, io sono amante della pulizia, dell'ordine e della disciplina. Essere etichettato come fascista per questo mi sembra esagerato. I miei clienti mi sostengono. Per terra non c'è nemmeno una cicca. Nessuno si lamenta. La mia è una spiaggia bellissima, pulitissima e ordinata. E poi a casa mia sono liberissimo di esprimere le mie idee». Ma la vicenda era andata avanti comunque - a far scattare le polemiche il blitz della Digos, a questo era seguita un'ordinanza del Prefetto che stabiliva la rimozione di tutti i riferimenti al fascismo, infine Scarpa era stato indagato - tanto da far perdere l'entusiasmo a Scarpa che stava addirittura meditando di lasciare la gestione della spiaggia dopo 20 anni di servizio.
La foto che ritrae Scarpa al fianco di Polegato, entrambi intenti nel saluto romano simbolo del Ventennio, sembra smentire le dichiarazioni dello stesso Scarpa, che tempo fa non si definiva fascista. «Lo è tanto quanto me», ha tagliato corto Ferdinando Polegato. In un crescendo di nostalgia per un periodo che né Scarpa, né Polegato hanno vissuto sulla loro pelle, è emersa anche la voglia di scendere in campo. Stavolta non per fondare un movimento, ma per rimanere al fianco del vicepremier Matteo Salvini. «La pensa come noi - ha detto Polegato - per questo io e Scarpa siamo stati insieme per una giornata intera e abbiamo deciso di muoverci per appoggiarlo in modo concreto». Un aiuto che probabilmente il ministro dell'Interno non aveva richiesto. 
M.A. Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 15:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA