Contrabbando milionario di Rolex: quattro arresti, anche un finanziere

Lunedì 16 Dicembre 2019
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VENEZIA - È di quattro arresti, tra cui quello di un militare della guardia di finanza in servizio all'aeroporto Marco Polo di Venezia, il bilancio di un'operazione delle Fiamme gialle lagunari contro un traffico di orologi di lusso, acquistati al mercato parallelo dell'usato di Hong Kong e fatti giungere in Italia di contrabbando per poi essere rivenduti in una rete di una cinquantina di gioiellerie e orologerie. La guardia di finanza dell'aeroporto di Tessera e del secondo nucleo operativo metropolitano di Venezia ha eseguito quattro misure cautelari, di cui tre agli arresti domiciliari, richieste dalla procura della Repubblica lagunare. È stato inoltre inoltre eseguito un sequestro preventivo di 2,4 milioni di euro, corrispondenti alle imposte evase. Nelle perquisizioni alle orologerie sono stati recuperati 500 orologi, 600 mila euro in contanti e un lingotto d'oro del peso di un chilogrammo.
 

 A rivendere i Rolex di «secondo polso» sono stati anche diversi concessionari ufficiali, che hanno acquistato a prezzi convenienti orologi dichiarati come usati. L'indagine è scaturita a gennaio dalle attività di monitoraggio dei flussi di passeggeri svolti dai finanzieri del Gruppo di Tessera all'aeroporto Marco Polo. L'attenzione si è concentrata sui frequenti viaggi da e verso Hong Kong da parte di titolari di aziende di commercio di orologi di Treviso, Vicenza e Napoli. Le partite di orologi acquistate nell'ex colonia britannica, anche dell'ordine di 350 pezzi per volta, venivano introdotte nei bagagli a mano o in scatola contraffatte. Hong Kong veniva raggiunta partendo separatamente dall'Italia e dall'Austria, con tappa intermedia a Dubai.

A Venezia il gruppo si divideva prima della sala arrivi, e uno si recava alla Dogana per dichiarare regolarmente l'importazione di pochi orologi, versando i diritti di confine, corrispondenti all'Iva. Gli altri lasciavano invece l'aeroporto con la merce nascosta, anche grazie alla complicità del militare della Guardia di Finanza. Le indagini hanno interessato anche gli scali di Roma-Fiumicino e Napoli-Capodichino dove parte degli orologi contrabbandati, con la complicità di funzionari pubblici, sono stati ugualmente introdotti in Italia. Per ostacolare gli accertamenti era stata infine creata una rete di società italiane ed estere con sede in provincia di Treviso e Vicenza, in Austria, Bulgaria, Hong Kong, attraverso fatture false. Nei confronti degli indagati il procuratore aggiunto di Venezia, Stefano Ancilotto, e la sostituta Elisabetta Spigarelli, ipotizzano i reati di contrabbando aggravato e corruzione, introduzione nello Stato e commercio di merce con marchio contraffatto, accesso abusivo al sistema informatico. Il valore degli orologi è stato finora calcolato in oltre 11 milioni di euro. 

Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA