Tracce di cannabis, un'ombra sulla Regata Storica: regatante positivo

Giovedì 30 Settembre 2021 di Tullio Cardona
I primi classificati dei gondolini all'arrivo. I Vignotto sono negativi. I fratelli Busetto: «Non sappiamo nulla»
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VENEZIA - Dove ci son voci, ci sono anche le noci. Il vecchio detto può ben adattarsi al sospetto di doping nelle regate, particolarmente nella recente Regata Storica, laddove, fra gli stazi dei gondolieri e le chiacchiere dei regatanti, si vocifera che un controllo antidoping effettuato su di un regatante sia risultato positivo. È, norma, infatti, che le prime due coppie della categoria Campioni classificate alla “Storica” siano sottoposte al controllo con prelievo di sangue e deposito di urina, per stabilire se ci sia stata assunzione di sostanze vietate in ambito sportivo. A questo punto, probabilmente il regatante “beccato” chiederà la controprova con altre analisi, ma comunque, attendendo un ulteriore accertamento o l’ammissione di un errore da laboratorio, è da considerarsi innocente fino all’eventuale condanna della commissione tecnica e disciplinare. Il nome è da rinvenire tra i fratelli Busetto, Roberto o Renato, arrivati secondi, dal momento che i primi, Rudi e Mattia Vignotto, hanno già ricevuto il 21 settembre l’esito negativo del loro esame. Roberto Busetto risponde con un laconico «Non so nulla», mentre Renato non risulta rintracciabile. I due Busetto, peraltro, non si erano iscritti all’ultima regata comunale, quella di Burano, per un problema fisico di Renato: c’è chi ha riferito di un guaio al collo, e chi di un forte mal di gola. Basta una fumata di spinello per essere sanzionati, dal momento che nello sport è vietato l’uso della cannabis e dei suoi derivati: secondo la Wada, agenzia mondiale antidoping, la sostanza viola lo spirito sportivo.


UNA BOMBA SULLE REGATE
Davide Prevedello, anziano regatante ancora in attività: «Questa è una bomba lanciata sul mondo delle regate, dove ci sono già molte micce accese. Sarebbe un pessimo esempio per i giovani e per tutto un movimento che tenta con fatica di rinnovare sport e tradizione, per questa antica, unica e bellissima disciplina come la voga alla veneta». 
Se il regatante verrà considerato colpevole, sarà interessante, nei suoi riguardi, il comportamento della commissione disciplinare, dal momento che il regolamento comunale non riporta quale sanzione applicare ad un atleta dopato, né, peraltro, la pena da comminare ad un regatante che si rifiuti di vogare per protesta in una competizione comunale, come accaduto per i 14 regatanti che recentemente hanno subito un anno di squalifica. Insomma, si va a tentoni, una volta riferendosi allo sport, ed un’altra volta alla tradizione. Non certo per colpa della commissione o del Comune, ma proprio per il dualismo a volte coincidente ed altre no, insito nella voga agonistica: tradizione o sport?


SPORT O TRADIZIONE
Ormai è sempre più difficile tenere uniti questi due fattori. Prova ne è stata la diatriba per parificare, fra donne e uomini, i premi della Regata Storica: lo sport pretende la parificazione di genere, mentre la tradizione affidava all’associazione Regatanti il compito di dividere il montepremi, con le regatanti risultate sempre penalizzate. Affidarsi alle regole Coni? «Sì, è giusto rispettare le regole - riassume Nicola Falconi, già presidente dell’ente Gondola - se però queste sono scritte e conosciute preventivamente da tutti. Non essendo la voga alla veneta una disciplina agonistica del Coni, è necessaria una certa tolleranza, altrimenti si rischia di creare un clima negativo e discriminatorio, tale da nuocere alle tradizioni veneziane a noi più care».

 

Ultimo aggiornamento: 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA