Regata storica e doping, gli sfoghi sui social: il mondo della voga si divide

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Tullio Cardona
Regata storica e doping, gli sfoghi sui social: il mondo della voga si divide

VENEZIA - I social legati al mondo della voga alla veneta sono esplosi dopo la notizia del regatante trovato positivo all'esame antidoping alla Regata Storica. E la discussione dà modo di aprire anche una riflessione sul futuro di questo mondo e di una manifestazione che lega tradizione e sport. È quello che proviamo a fare noi con questa pagina, ma intanto la voce di popolo in rete discute sul caso specifico.


LE POSIZIONI

Ci sono innocentisti e colpevolisti: è sorto persino un dibattito sugli effetti della cannabis, innocua per le prestazioni sportive secondo alcuni, dannosa per altri. «Mi sa che la questione sia molto fumo e poco arrosto - scrive Stefano Varponi, riferendosi allo spinello La cannabis, se di questo si tratta, non è una sostanza che aumenta le prestazioni atletiche, in particolare quelle di impegno fisico aerobico». «Penso che se ci sono regole devo essere rispettate - gli risponde Claudio Bugati - Non sono un bacchettone: uno spinello di sicuro non fa male, anzi dicono che la marijuana sia terapeutica per certi tipi di patologie. Il fatto è che se sai di essere sottoposto al prelievo dopo una competizione per verificare la presenza di sostanze proibite, la cosa migliore è non assumerle». «Chi ha assunto sostanze dopanti va squalificato a vita - afferma Joshua Michieli - non è in questo modo che si fa sport. Bisogna essere inflessibili, altrimenti tutto diventa possibile ed interpretabile. Un caos del quale lo sport non ha bisogno. Almeno quello». 


CAUTELA

Va cauto Nicola Falconi: «Voglio ricordare l'episodio di Caroline Kostner, la nostra maggiore interprete del pattinaggio su ghiaccio. È stata ferma un anno e per un anno l'abbiamo persa in ambito nazionale perché il Coni l'ha condannata per il solo fatto che Non poteva non sapere che il suo compagno si dopava. Poi è stata assolta ma intanto non ha gareggiato. Certe regole diventano incancrenite, e vivono solo di se stesse, fuori dalla realtà e dal buonsenso. Facciamo che la voga alla veneta non subisca la stessa tendenza». «I nostri regatanti sono grandi atleti, da vent'anni al vertice della voga alla veneta», scrive un altro utente Facebook. «Non immaginavo una cosa simile - aggiunge Franco Vianello - capisco qualche grappa o ombra di rosso, ma non il doping. Nel dualismo se la voga alla veneta sia sport o tradizione direi che è diventata solo sport, perché le nostre tradizioni non ammettono queste porcherie». 
«Secondo me chi ha assunto lo spinello nemmeno sapeva che era fra le sostanze vietate», conclude Lucio D'Este. Intanto Rudi e Mattia Vignotto, sempre su Facebook, a scanso di equivoci hanno postato il loro certificato con il risultato negativo del loro esame antidoping. 

 

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