Cuoca di 19 anni pestata e sfregiata al viso durante una rapina: presi

Giovedì 12 Dicembre 2019
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MESTRE - ​Picchiata, rapinata, il volto sfregiato da una coltellata. Per lei, cuoca mestrina di 19 anni, quel pomeriggio di paura rimarrà un ricordo fisso, indelebile. Almeno, però, gli uomini responsabile di quell'incubo, ora sono stati individuati, presi e portati in carcere. C'è voluto un mese, per concludere le indagini e per ottenere dal gip l'ordinanza di custodia cautelare, ma i carabinieri martedì pomeriggio hanno arrestato i suoi aggressori: si tratta di Luca Donadini, 40enne di origini padovane, e Josè Luis Miranda Matos, 47enne cubano. I militari li hanno trovati sempre lì, a pochi metri dal luogo dell'agguato: il loro punto fisso, cascasse il mondo, è la zona tra piazzale Donatori di Sangue, via Carducci e via Felisati. Ora, invece, sono a Santa Maria Maggiore e dovranno rispondere dei reati di rapina, lesioni aggravate e porto abusivo di armi.  

L'AGGRESSIONEDonadini e Matos sono due volti noti del centro di Mestre. Sbandati, senza fissa dimora, fanno quotidianamente la spola tra la mensa di Ca' Letizia e i supermercati di via Carducci. Mercoledì 13 novembre, ore 15. La giovane sta uscendo dal lavoro quando in via Felisati incappa nei due. Donadini e Matos iniziano a insultarla, a cercare di attirare la sua attenzione. La ragazza accelera il passo, cerca di allontanarsi il prima possibile ma i due la raggiungono e la aggrediscono. La scaraventano a terra, le fanno cadere le chiavi dell'auto, la riempiono di schiaffi e calci alla schiena. Puntano alla borsetta, la 19enne la tiene stretta al petto e cerca di reagire. È a quel punto che uno dei due estrae un coltello, lo punta al viso della ragazza per poi far scorrere la lama lungo la guancia. Un fendente rapido, la giovane vede il sangue colare e urla con quanto fiato ha in gola. Donadini e Matos, a quel punto, desistono, mollano la presa e scappano. Interviene il pronto soccorso, la ragazza viene medicata e poi sporge denuncia ai carabinieri di Mestre.
LE INDAGINII militari si mettono all'opera per individuare i due. L'identikit fornito dalla vittima, confrontato con le immagini delle telecamere della zona, permetto agli investigatore dell'arma di stringere il cerchio attorno ai due malviventi. I nomi non sono nuovi alle forze dell'ordine, già in passato si erano resi protagonisti di altri episodi. Spesso, soprattutto, cacciati da polizia, vigili o carabinieriper i loro bivacchi in strada da ubriachi e molesti. 
Donadini, nel 2014, insieme a una complice aveva messo a segno una rapina al Billa in centro storico. Niente di organizzato, solito colpo da disperati: i due avevano provato a rubare delle birre e, una volta scoperti, si erano scontrati con la guardia giurata del supermercato. Una dinamica che, comunemente, trasforma un furto in una rapina impropria. Un episodio che gli era costato anche un ordine di allontanamento. 
AMPIO RAGGIOI carabinieri, inoltre, stanno cercando di ricostruire tutti gli eventi recenti avvenuti in zona Carducci: secondo i militari è probabile che la coppia sia coinvolta anche in altre aggressioni e pestaggi avvenuti nell'area che avevano preso per un loro feudo. I residenti hanno segnalato più volte la difficile convivenza con questo gruppo di violenti senzatetto. Cacciati da piazzetta Olivotti (dove, di fatto, la costruzione del nuovo Bistrot li ha costretti a sloggiare) si sono spostati, in realtà, solo di qualche decina di metri, stabilizzandosi appunto tra via Felisati e via Carducci. 
A distanza di un mese, la ferita della 19enne si sta rimarginando. Per lasciarsi alle spalle lo choc subito per quella brutale aggressione, però, ci vorrà molto più tempo. 
Davide Tamiello
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