Il Caffè Quadri riapre e dà le misure: coperti dimezzati a San Marco

Venerdì 29 Maggio 2020 di Tomaso Borzomì
Il Caffè Quadri riapre e dà le misure: coperti dimezzati a San Marco

VENEZIA Sarà un fine della settimana all'80%, quello di piazza San Marco. Da oggi infatti gran parte delle attività riaprono i battenti, pronti ad accogliere i turisti che si faranno vivi per visitare una Venezia lontana dalla morsa del turismo massificato. È il segnale di un risveglio. Per ora a rimanere con le saracinesche abbassate saranno ancora il Florian e il Chioggia, oltre a qualche attività, ma le aziende vogliono gridare il loro ritorno, pronte ad accogliere chi vorrà visitare la laguna. 

IL SIMBOLO
Uno dei simboli che riapre è il Quadrino, il ristorante del Quadri gestito dai fratelli Alajmo. «Abbiamo aperto oggi (ieri, ndr), abbiamo lavorato per effettuare gli adeguamenti e ci siamo adattati, come tutti - ha spiegato Raffaele Alajmo -. Per ora sarà attivo solo il bistrot, poi il Quadri aprirà il 18 giugno e dal primo luglio anche l'Amo al Fondaco». Una ripartenza che però dovrà forzatamente fare i conti con meno posti e, di conseguenza, meno fatturato: «In piazza anziché 240 posti ne avremo 115, al Quadrino 14-20, in relazione a se si tratta di famiglie o meno, al posto di 35. Mentre all'Amo dobbiamo ancora verificare con Dfs i protocolli». L'imprenditore ha posto l'accento anche sull'esigenza di aprire gli ombrelloni sui plateatici, perché garantirebbero anche occupazione: «Ci sarebbero particolarmente utili perché ci csonsentirebbero di lavorare anche durante i momenti più caldi della giornata». 

LA SITUAZIONE
A fornire un quadro più ampio della situazione è Claudio Vernier, imprenditore del Todaro e presidente dell'associazione piazza San Marco. «Per ora si lavora nei fine settimana, negli altri giorni non è semplice, anche perché i musei sono chiusi e non è che la città sia particolarmente accogliente. Abbiamo fiducia verso i weekend, aspettiamo prima l'apertura delle regioni e poi di Schengen». Vernier spiega quindi cosa è aperto e cosa no: «Via XXII Marzo ha riaperto, i grandi brand sono operativi, la piazza è invece più indietro. Oggi (ieri, ndr) ha riaperto qualcuno, domani (oggi, ndr) qualcun altro. Alle Procuratie le saracinesche sono su, con la speranza di questo ponte, anche se fa un po' ridere chiamarlo così».

Già, perché il 2 giugno di quest'anno potrebbe proporre un'altra ricorrenza, quella tra il prima e il dopo Covid, con i festeggiamenti per la nascita della Repubblica affiancati a quello che potrebbe essere l'inizio di una rinascita economica. Il presidente dell'associazione racconta anche i motivi dietro alla scelta di alcune realtà di stare chiusi: «Il Florian ha 90 dipendenti, è un'azienda che ha bisogno di fatturati importanti per rimettersi in moto. Le strutture più impegnative hanno necessità anche del turismo per riprendersi. Basti pensare che io, che ho una struttura più agile con 30 dipendenti, oggi ne utilizzo una decina, facendo il 30% del fatturato che realizzavo lo scorso anno nello stesso periodo».

Vernier analizza quindi il turismo attuale: «Per ora c'è solo il turista veneto, giornaliero, che non è abituato a sedersi e godersi la vista, nonostante le politiche di promozione attuate. Io ad esempio offro caffè e spritz seduti a 3,5 euro e 5 euro. Lo faccio più per richiamare alla tradizione e all'offerta, anche se con orario ridotto e con spazi ridotti, perché del plateatico posso usare praticamente solo quello vicino alle colonne e non quello dal lato Compagnia della Vela». 

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Ultimo aggiornamento: 11:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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