Venezia, Premio Campiello: trionfa Bernardo Zannoni con il romanzo "I miei stupidi intenti"

Sabato 3 Settembre 2022
Venezia. Premio Campiello, Carraro: «Premio nato da imprenditori veneti lungimiranti 70 anni fa»

VENEZIA - Bernardo Zannoni con il suo primo romanzo I miei stupidi intenti (Sellerio) ha trionfato alla 60esima edizione del Premio Campiello. Lo scrittore ha avuto 101 voti sui 270 arrivati dalla Giuria Popolare di Trecento Lettori Anonimi.

Il premio alla carriera

È stato conferito allo scrittore e giornalista Corrado Stajano, 92 anni il prossimo 24 settembre, il Premio speciale alla Carriera per il 2022 dalla Fondazione Il Campiello: la consegna è avvenuta questa sera nel corso ella cerimonia finale della 60esima edizione del Premio Campiello al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

«Ciò che amo in modo particolare della mia carriera - ha detto Stajano - sono i miei libri. E voglio qui ringraziare coloro che mi hanno permesso di pubblicarli: Giulio Einaudi e Luca Formenton, l'editore attuale del Saggiatore. Senza gli scrittori, un autore si ritrova nudo, privo di un aggancio. Lo scrittore ha bisogno di chi lo ascolta, dell'editore».

Lo scrutinio parziale

Sono Fabio Bacà con «Nova» (Adelphi), Elena Stancanelli con «Il tuffatore» (La nave di Teseo) e Bernardo
Zannoni
con «I miei stupidi intenti» (Sellerio) i tre libri più votati a scrutinio parziale dei voti della giuria popolare del Premio Campiello. Su 300 giurati, hanno vitato 275. 

Stajano, premio alla carriera

Stajano è stato intervistato durante la serata dalla conduttrice della cerimonia, Francesca Fialdini, e il premiato è stato protagonista di alcune battute spiazzanti e sagaci che hanno suscitato l'ilarità e gli applausi della platea. «È la prima volta che un uomo mi mette in imbarazzo», ha commentato Fialdini con tono scherzoso.

Lo scrittore e giornalista ha poi ripercorso brevemente la genesi di alcuni dei suoi libri. Stajano ha detto che quello che più gli è caro è «Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchico Serantini», che racconta la storia del giovane pisano morto il 7 maggio 1972 in carcere dopo essere stato trattenuto e interrogato per due notti e un giorno, senza ricevere le cure di cui aveva bisogno. Stajano ha citato anche «Un eroe borghese. Il caso dell'avvocato Giorgio Ambrosoli assassinato dalla mafia politica», che ebbe una lunga gestazione. «Decisi che avrei scritto un libro su Ambrosoli, ucciso perchè era un uomo onesto, subito dopo la sua morte, nel 1979, ma poi ci sono riuscito solo nel 1991 a pubblicarlo», ha detto.

Questa sera è tornata nella storica sede del Gran Teatro La Fenice di Venezia - lasciata a causa del Covid per due anni, spostandosi prima nel 2020 in Piazza San Marco e poi nel 2021 all'Arsenale - la cerimonia del Premio Campiello 2022, che quest'anno festeggia la sessantesima edizione.

Condotta da Francesca Fialdini, volto noto di Rai1, alla cerimonia assiste un parterre di circa 1.000 invitati tra ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, della cultura e delle case editrici: la serata è trasmessa dalle ore 20.45 in diretta televisiva su Rai 5 (al canale 23 della tv) e in streaming dalla piattaforma di Rai Play. Tra gli ospiti il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto.

Nel corso della serata due ospiti d'eccezione: il musicista (Lo Stato Sociale) e attore (Premio Biraghi 2021) Lodo Guenzi, che contribuirà allo spettacolo con interventi e letture, il violinista e compositore Rodrigom D'Erasmo che allieterà la serata con dei brani musicali che ripercorrono i 60 anni di storia del Premio e il cantante Diodato che interpreterà alcuni grandi brani della canzone italiana.

«Negli anni '60 un gruppo di imprenditori lungimiranti, in una regione, il Veneto, ancora con una economia a prevalenza basata sull'agricoltura, mentre si accelerava lo sviluppo industriale, avevano capito che la crescita economica doveva andare di pari passo con la crescita culturale e sociale. Da questa intuizione è nato 60 anni fa il Premio Campiello e da allora è entrato nella storia della cultura italiana. E se oggi il Veneto può competere come player di grande livello sullo scenario europeo, e non sollo, lo deve a quel gruppo di imprenditori lungimiranti». Lo ha detto Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto e della Fondazione Il Campiello, aprendo la cerimonia della 60esima edizione del Premio Campiello in corso al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

Ultimo aggiornamento: 22:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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