Poliziotta trovata morta in casa. Roberta, il giallo del letto e dei lividi sul corpo

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Tullio Cardona e Nicola Munaro
Poliziotta trovata morta in casa. Roberta, il giallo del letto e dei lividi sul corpo
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VENEZIA - Un condominio a cinque piani, giallastro, al civico 2134 di Santa Marta, non lontano dall'approdo. Qui, in un appartamento al primo piano ora sigillato dai carabinieri, è morta Roberta Romano, 56 anni, agente della polizia penitenziaria in servizio, agli amministrativi, al carcere femminile della Giudecca. Ed è qui che si concentreranno le indagini della procura e dei carabinieri per provare a dare una spiegazione a quanto successo domenica sera, poco prima delle 21.30.


A TERRA, NON NEL LETTO
Gli approfondimenti partiranno dal ritrovamento del corpo e da alcuni segni che Roberta Romano aveva su di sé. Quando i medici del Suem sono entrati nell'appartamento che l'agente di polizia penitenziaria condivideva con la figlia ventunenne, l'hanno infatti trovata distesa a terra, supina, a fianco del letto e non riversa nello scomparto sotto il materasso del materasso matrimoniale a contenitore, come sembrava da una prima versione. Sul pavimento non c'erano macchie particolari tali da attirare l'attenzione di Suem e carabinieri ma sul corpo, la donna aveva segni di traumi. Il rapporto del medico legale che per primo ha constatato la morte della cinquantaseienne perla di asfissia, anche se l'autopsia che il medico legale Giovanni Cecchetto porterà a termine giovedì avrà il duplice compito di confermare la causa del decesso e di dare una spiegazione a quei traumi evidenziati al momento del ritrovamento del corpo da parte della figlia, la prima a chiamare i soccorsi.


LA CONVIVENZA CON LA FIGLIA
A Santa Marta in pochi conoscevano l'agente di polizia penitenziaria e la figlia, che si erano trasferite in quell'appartamento poco meno di una decina di anni fa. Ma chi condivideva con loro un saluto, in questi giorni del mistero parla di una convivenza difficile e di tensioni che, in alcune occasioni, avevano portato a dei sopralluoghi dei carabinieri nell'abitazione delle due donne per calmare gli animi. In alcune occasioni la donna era stata vista girare con dei lividi. Aspetti, questi, che al momento restano formalmente al di fuori dall'inchiesta sulla morte di Roberta Romano, su cui è stato aperto un fascicolo d'indagine contro ignoti e la cui versione più volte fornita dai carabinieri e dalla magistratura è di un incidente domestico causato dal letto a contenitore. Come sia successo, però, non è chiaro e tanto dipenderà dall'esito dell'autopsia che potrà dare nuova luce alle indagini.


LE VOCI DI SANTA MARTA
I vicini descrivono Roberta Romano come una donna appartata, mora, piccola e mingherlina, poco incline alle amicizie anche di condominio. Qualche chiacchiera in più con la tabaccaia della zona, quando acquistava le sigarette per la figlia, o con i titolari della trattoria La tecia vegana, soliti a recuperare i loro gatti quando scappavano di casa: un maschio e una femmina che avevano poi dato alla luce sei cuccioli. E sono le stesse vicine a parlare di «rapporti tesi» tra madre e figlia e di discussioni molto accese, anche di notte.

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 09:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA