Concessioni speciali. «Stop ai nuovi plateatici? No, bisogna distinguere»

Giovedì 11 Novembre 2021 di Tomaso Borzomì
Concessioni speciali. «Stop ai nuovi plateatici? No, bisogna distinguere»
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VENEZIA - Da un lato le ragioni dell'economia, delle famiglie che vedono il covid come una lotta non ancora finita, con cui convivere. Dall'altro le ragioni delle famiglie che invece chiedono una città a misura d'uomo, vivibile, che permetta il passaggio pedonale tranquillo, senza slalom tra tavolini e sedie in libertà. 
Che la gestione dei plateatici non sia di facile presa di posizione è un fattore evidente. Tra una e l'altra campana, il Comune ha esercitato la scelta di dire stop ai plateatici allargati per il covid. E così dal 31 dicembre prossimo si tornerà al pre-pandemia. Chi ce l'aveva, lo riavrà, chi non ce l'aveva, si metterà l'anima in pace e gli abusivi dovranno metter in conto la possibilità di trovarsi davanti al fioccare di multe.


TOLLERANZA

Quello che però chiedono le associazioni di categoria è un po' di tolleranza, perché gli strascichi e le batoste non sono state di poco conto, ma allo stesso tempo, controlli più ferrei. Perché proprio la chiave del controllo su chi sgarra potrebbe tutelare le stesse attività. «La decisione del Comune sicuramente solleva qualche perplessità, soprattutto dal punto di vista degli operatori e degli addetti al settore. Bloccare infatti a priori e a prescindere qualunque richiesta di modifica o di nuova concessione di un plateatico impone qualche riflessione», esordisce Angelo Zamprotta, coordinatore pubblico esercizi Confesercenti Venezia.
L'esponente chiarisce la posizione: «In primis la decisione può essere vista come una resa da parte delle istituzioni che non essendo in grado di affrontare il problema, vara di fatto un blocco. L'altra è il concetto di concedere un alternativa del tutto plausibile e legale a taluni comportamenti borderline (al limite, ndr). Concedere infatti un plateatico ad un locale di somministrazione disincentiva di fatto il consumo in piedi, o peggio ancora, l'asporto e il consumo in strada». 


OCCUPAZIONE SELVAGGIA

Inevitabile il riferimento ai cosiddetti plateatici selvaggi che si sono visti esplodere nelle aree più impensabili della città, storica come sotoporteghi, musei, palazzi ecc.: «Il regolamento sulle concessioni pubbliche, sulla viabilità, sul decoro e sul rispetto delle norme sulla sicurezza devono essere il punto di partenza, si rende necessario dare l'opportunità ai gestori di bar e ristoranti di poter usufruire di plateatici esterni. È superfluo ricordare che la prossima stagione potrebbe essere un momento di forte ripresa economica per tutte quelle aziende in questi due anni si sono viste, loro malgrado, in forte difficoltà, e proprio grazie ad uno sfogo esterno sono sopravvissute». Zamprotta conclude auspicando che l'amministrazione comunale provveda a fare più controlli: «Come sostiene giustamente l'assessore al Commercio, chi ha abusato degli ampliamenti sono un numero irrisorio di fronte alle centinaia di imprenditori che invece si sono trovati ad affrontare una crisi economica e sociale senza paragoni restando tuttavia all'interno della legalità. Per fronteggiare il problema si può intervenire aumentando i controlli, inasprendo le pene e attuando una campagna di sensibilizzazione, andando così ad individuare i casi disturbanti e intervenendo singolarmente senza così limitare la libertà di fare impresa di tutti».


NON CHIUDERE LE PORTE

Batte sul tasto dei controlli anche Roberto Magliocco, dell'Ascom Venezia: «Ne abbiamo parlato proprio oggi (ieri, ndr) con il sindacato dei pubblici esercizi, c'è stata un mancato controllo degli abusi effettuati con la scusa del covid, questo ha creato inasprimento della tensione con i residenti di certe zone».
Per questo motivo, l'obiettivo è secondo Margiocco deve essere quello di sensibilizzare il Comune a non chiudere a priori le porte di chi potrebbe dotarsi di plateatico: «Noi prepareremo una lettera affinché ci si renda conto che il recupero di questa crisi sarà ancora lungo, pertanto situazioni che possano esser mantenute con ampliamento a pagamento vanno incentivate. Vanno invece eliminate quelle aziende che si sono approfittate delle opportunità messe a disposizione. Certo, un po' più controlli andavano fatti. Per questo direi stop ai plateatici selvaggi, mentre tendiamo la mano a quelle situazioni dove è possibile mantenerli senza arrecare disturbi». 

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