Perseguita e pesta la ex fidanzata: processato per direttissima e condannato a 10 mesi

Martedì 5 Aprile 2022 di R. Br.
Tribunale di Venezia (foto di archivio)
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MESTRE - «Tu sei mia, devi stare con me... Se non stai con me ti renderò la vita impossibile...». Parole urlate dal suo ex, che intanto prendeva a calci e pugni la porta dove si era rifugiata. La donna, a quel punto, aveva finto di acconsentire alla sua richiesta di vederlo, aveva preso tempo e chiamato la polizia. Succedeva a Mestre, la settimana scorsa, quando l'uomo era poi stato arrestato. Un'altra storia di stalking che si è conclusa ieri con un processo celebrato per direttissima. Aymen Salhi, 25enne tunisino, è stato condannato a 10 mesi per atti persecutori dal giudice monocratico di Venezia, Stefano Manduzio. Una condanna alla stessa pena era stata sollecitata dal pubblico ministero, Cristiana De Nardi, mentre per l'assoluzione si era battuto il difensore, l'avvocato Massimo Minuti. Dopo due notti passate dietro alle sbarre, il giovane è stato scarcerato, ma gli è stata applicata la misura del divieto di dimora in città.


L'arresto risale a sabato. L'uomo, secondo la ricostruzione del capo d'imputazione, aveva cercato di impedire all'ex compagna di rifugiarsi a casa di un amico. L'aveva tirata per i capelli, presa a pugni, aggredendo anche l'amico. In seguito, per tre volte, una anche di notte, aveva cercato di entrare nella casa dove si trovavano i due. Tentativi violenti con tanto di minacce urlate dietro l'uscio, che avevano spaventato la donna e il suo amico. Tanto da chiedere l'intervento della polizia. L'uomo ieri si è difeso sostenendo che cercava solo di avere un chiarimento con la donna. Tesi che non ha convinto il giudice di primo grado.

 

Ultimo aggiornamento: 16:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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