Senza il pass in aeroporto, salta la partenza per le vacanze in Grecia

Giovedì 22 Luglio 2021 di Roberta Brunetti
Senza il pass in aeroporto, salta la partenza per le vacanze in Grecia
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VENEZIA - Affidandosi alla sua solita agenzia di viaggi, pensava di poter partire serena, quanto meno informata sugli obblighi imposti ai turisti in questi tempi di Covid. Non è andata così. All’aeroporto, pronta ad imbarcarsi per la Grecia, è stata bloccata perché non aveva il Passanger locator form, il famigerato pass chiesto per entrare nel paese e da compilare almeno 24 ore prima. «L’agenzia non mi aveva detto nulla - racconta l’avvocatessa Cristiana De Nardi, vice pretore onorario a Venezia - non erano informati. Ma questo non è ammissibile da parte di chi fa il loro lavoro».

Dopo il caso della consigliera comunale veneziana Cecilia Tonon, bloccata al “Marco Polo” la settimana scorsa, anche l’avvocatessa De Nardi racconta la sua disavventura per mettere in guardia gli altri viaggiatori: «Bisogna stare molto attenti». E come Tonon, anche De Nardi non intende lasciar correre. La consigliera ha già presentato un reclamo, attraverso Altroconsumo, alla compagnia aerea da cui aveva acquistato il biglietto e che non si era premurata di avvisarla. L’avvocatessa, appena rientrata dal suo viaggio in Grecia (slittato di un paio di settimane e pagato due volte!), intende rivalersi sull’agenzia di viaggio. «Ho studiato il caso. Con l’agenzia di viaggio io ho stipulato un contratto di mandato sulla base del quale dovevano darmi tutte le informazioni necessarie. Non lo hanno fatto. Ci sono i margini per chiedere un risarcimento, mi rivolgerò a un’associazione di consumatori».


Il primo viaggio saltato di De Nardi doveva iniziare a fine giugno. «Dopo un anno che non mi muovevo di casa, avevo deciso di farlo con tutte le cautele. Avevo scelto il pacchetto di un tour operator e mi ero affidata a un’agenzia di Montebelluna, quella a cui mi rivolgo da anni, per acquistarlo. Li avevo contattati telefonicamente, ci eravamo scambiati delle mail. E al telefono mi avevano informato sugli obblighi legati a certificazioni vaccinali e tamponi». Nemmeno una parola, però, sul Plf. «Ho scoperto che era necessario al banco del ceck-in in aeroporto a Bologna. La compagnia aerea è stata irremovibile: se ci imbarcava rischiava una multa da 400 euro a passeggero. Così siamo rimasti a terra in sei! Quando il lunedì successivo ho contattato l’agenzia, sono caduti dalle nuvole. Sulle carte del tour operator che mi avevano girato, in realtà, c’erano tre righe sulla necessità di munirsi del Plf. Ma scritte in piccolo, senza alcun risalto, in fondo a una delle venti pagine sulle varie assicurazioni. Dal tour operator ho poi scoperto che avevano già avuto altri clienti rimasti a terra per la stessa ragione. Perché non avvisare meglio gli altri?». Sul secondo viaggio, infine, per De Nardi nemmeno uno sconto. «Non è così che ci si comporta». 

Ultimo aggiornamento: 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA