«Ho denunciato i ritardi dell'Organizzazione mondiale della sanità nell'affrontare la pandemia, ma ora sono isolato»

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Raffaella Vittadello
Francesco Zambon
4

VENEZIA - Cresciuto a Vittorio Veneto, da fine 2012 lavora per l'Organizzazione mondiale della sanità a Venezia, all'ospedale Civile, dopo una laurea in medicina, la specializzazione in medicina di comunità, un dottorato di scienze della programmazione sanitaria e un master internazionale in amministrazione che lo hanno portato a girare il mondo. Un incarico raggiunto grazie a una selezione tra 300 persone, dopo 5 anni a Mosca.
A Venezia ha acquistato casa, ed è profondamente innamorato della città. Francesco Zambon ha 47 anni, ed è l'esperto che ha fatto tremare i vertici della sanità italiana e che ha sollevato pesanti dubbi sull'indipendenza dell'organismo internazionale per cui lavora, dopo la scoperta che il piano pandemico italiano, risalente al 2006, era stato postdatato senza aggiornamenti. Lo ha definito un documento creativo, non adatto ad affrontare l'emergenza: scovato dalla trasmissione televisiva Report, è diventato l'emblema della voglia di trasparenza nella pandemia, tanto che su Facebook è nato un gruppo per sostenerlo (Tutti con Francesco Zambon) che ha superato  le 1.270 adesioni. A livello ufficiale, invece, molta solitudine.


Dottor Zambon, come ha vissuto questa esperienza?
«Quando è esploso il caso, sono stato isolato dai colleghi non tanto a Venezia, quanto quelli della sede di Ginevra e di Copenhagen. Me lo aspettavo. Report è stato una sorpresa, mi sono arrivati sotto casa, non mi era mai capitata una cosa simile, sono diventato un personaggio mio malgrado. Eppure non ho fatto nulla di speciale, forse mi si vuole dipingere con colori più belli di quelli che ho in realtà: ho solo evidenziato, in base alle mie competenze, le falle del sistema. La soddisfazione più grande, è che ora, grazie all'attenzione mediatica alla vicenda, l'Italia ha un piano pandemico. Antinfluenzale, ma è la base da cui partire per qualsiasi pandemia. Di questa si inizia ad intravvedere la luce»
Come vede il futuro?
«Ci saranno altre pandemie, è inevitabile: mi spiace che del piano pandemico siano stati sottolineati soprattutto alcuni aspetti etici sulle priorità. Quelli non sono una novità, ci sono sempre stati. Quello che deve essere importante è che quel documento non deve rimanere un pezzo di carta, mi auguro che la lezione sia servita e si inizi davvero a formare il personale, a fare le esercitazioni e a tradurlo in pratica».
Lei fa parte anche del Comitato tecnico Scientifico della Regione Veneto. Funziona questo organismo?
«Sì, devo dire che la Regione pur con un gran numero di contagi si è mossa bene perchè ci sono stati medici generosi, che si sono saputi muovere bene. Professionisti seri, che si sono saputi muovere bene anche nella fase 1 sulla base dell'esperienza. Il ruolo del comitato è quello di fornire dei pareri quando vengono redatti dei documenti, è un organismo attivo.
È andato a testimoniare in Procura a Bergamo contro l'indicazione dell'Oms che invocava l'immunità diplomatica.
«Ci sono andato come cittadino informato sui fatti, ho risposto alle domande per cinque ore, i verbali sono stati secretati, ma ho trovato magistrati sul pezzo, preparati. Quello che è importante è che l'interesse mediatico ha comunque prodotto un'accelerazione a livello internazionale. Ed è importante che venga risolto il conflitto di interessi all'interno dell'Oms, che è un organismo che esprime dei valori luminosi, in cui credo. Mi auguro che il 2021 sia l'anno positivo, non in senso del virus, ovviamente».
Veniamo ai social, c'è un gruppo di oltre mille persone che la sostiene. Che ne pensa?
«Mi fa un grande piacere immenso, sono poco avvezzo ai social, ho aperto ora un profilo twitter che aggiorno, ma mi auguro che ci siano dei passi ufficiali da parte delle istituzioni». 
Nel frattempo il gruppo Tutti con Francesco Zambon è stato fondato ed è amministrato da Gianni Lo Conti, pavese di nascita, romano di adozione, che ha canalizzato la propria indignazione in energia positiva a sostegno del ricercatore veneziano, e che ipotizza iniziative eclatanti di solidarietà se lo scienziato si dovesse trovare in difficoltà per il coraggio delle proprie azioni
Raffaella Vittadello
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA