Sabato 20 Aprile 2019, 23:18

Omicidio a Castello, Renato e il piano in una lettera: "Era l'unica soluzione"

Poliziotti davanti alla casa in cui è avvenuto l'omicidio

di GIanluca Amadori

VENEZIA - Ha scritto una lettera ai figli per scusarsi, per spiegare loro il motivo del suo gesto, dovuto ad «una situazione insostenibile». Prima di accoltellare a morte la moglie, Licia Zambon, 81 anni, nell’appartamento che la coppia condivideva a Venezia, nel sestiere di Castello, e poi tentare di togliersi la vita imbottendosi di psicofarmaci, Renato Berta ha lasciato sul tavolo della cucina una paginetta scritta a mano, dalla quale emerge tutta la sua sofferenza, l’enorme dramma di un ottantacinquenne che non riusciva più a reggere il peso della malattia degenerativa di cui soffriva la compagna di una vita, la quale non voleva, non poteva accettare l’idea di finire in un ricovero per persone affette da demenza senile e per questo aveva detto al marito di volerla far finita.
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2 di 2 commenti presenti
2019-04-23 18:03:07
Quand' e' che si si togliara' dalla testa ad alcuni individui il credere di poter essere padroni della vita degli altri ? Vogliamo tornare al concetto di "Vita indegna di essere vissuta" di certe ideologie totalitarie (nazisti , kmer rossi eccetera) ?
2019-04-21 19:12:34
Quand'è che si vorrà dare la possibilità di un fine vita dignitoso alle persone? Quante di queste tristi vicende disperate dobbiamo leggere? Quanta disperazione.