Omicidio-suicidio a Mira: Luigi ha ucciso la moglie per gelosia

Sabato 19 Agosto 2017 di ​Davide Tamiello
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MIRA - La gelosia l'aveva reso cieco. L'aveva annichilito fino a renderlo irrazionale, incapace, probabilmente, anche di gestire le sue emozioni in maniera razionale. Luigi Nocco, l'ispettore capo della polizia di Stato che, giovedì mattina, si è ucciso dopo aver sparato in testa alla moglie Sabrina Panzonato in mezzo alla strada a Dogaletto di Mira, temeva che la donna lo stesse tradendo. Il rapporto di coppia tra i due era entrato in un momento di crisi negli ultimi giorni, poco più di una settimana. E tra i vari tarli che continuavano ad attraversare la mente dell'ispettore c'era la convinzione che la donna, a quel punto, stesse frequentando un'altra persona e volesse lasciarlo. Se questo fosse effettivamente vero, per ora è impossibile stabilirlo. 

Nocco era una persona riservata, schiva, e non aveva raccontato a nessuno dei colleghi i problemi della sua vita privata. Tantomeno quelli più recenti, visto che le liti tra lui e la moglie erano una questione decisamente recente. La dinamica della tragedia sarebbe chiara: Luigi, giovedì alle 9 del mattino, al culmine di una lite con Sabrina, ha preso un grosso coltello da cucina e l'ha colpita al fianco. La corsia di sangue che segna la fuga disperata della donna spiega che Sabrina ha provato a scappare, uscendo di casa, premendo la mano sulla ferita. Uscendo dal cancello di casa la donna è inciampata, è caduta per terra, finendo davanti al cancello del suo dirimpettaio. Qui, con un ultimo passo, Luigi l'avrebbe raggiunta e uccisa con un solo colpo di pistola, sparato alla nuca dall'alto verso il basso. La stessa arma che, due secondi più tardi, ha utilizzato per uccidersi esplodendo un secondo colpo alla tempia...
 

Ultimo aggiornamento: 11:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA