Rudy Celeghin lascia il banco del Filò: «Basta, troppa burocrazia»

Martedì 31 Dicembre 2019
​Rudy lascia il banco del Filò «Basta, troppa burocrazia»
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NOALE (VENEZIA) - Rudy Celeghin lascia il banco del Filò, uno dei locali più noti e frequentati del centro storico di Noale. Il gestore, anima anche della corsa dei Babbi Natale che per la prima volta, quest'anno, ha dato forfait, passa il testimone a un nuovo gestore, portando con sé la passione ma anche la fatica di questo quarto di secolo trascorso a servire le migliori etichette di vino e cicheti della tradizione.

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I saluti ieri sera nella sua enoteca, con centinaia di affezionati clienti, gli stessi che per anni hanno animato quest'angolo di tradizione culinaria ed enogastronomica. Poi Rudy, al secolo Rodolfo Celeghin, ha chiuso per l'ultima volta le serrande del suo locale. Riapriranno nell'anno nuovo, il tempo di qualche settimana di lavori, con il nuovo gestore, Cesare Manchiaro, scelto da Celeghin per mantenere viva la tradizione del Filò. Anche se con un nuovo nome e qualche birra, di cui Manchiaro è esperto estimatore. Il Filò era stato aperto da Celeghin, che fino ad allora aveva lavorato nel ristorante del padre, il Cacciatore (oggi I bastioni, di fronte l'ex Lando), nel 1994: «Erano altri tempi - spiega - anche se la passione è rimasta intatta tutti questi anni. Cosa ci ha fatto decidere di passare il testimone? Un po' di fatica nei ritmi di lavoro, considerato che teniamo aperto tutto il giorno e anche la sera e poi, spiace dirlo, ma c'entrano anche gli obblighi della burocrazia, che inevitabilmente ti estraniano dalla passione che ti porta a fare questo lavoro: in due anni non sono riuscito, di fronte a tanti inviti e suggestioni, a mollare il locale per partecipare a eventi di degustazione. Oggi leggi e normative ti tolgono la libertà di dedicarti veramente a fare ciò che ti piace e che ognuno di noi vorrebbe trasformare in mestiere». 

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Il testimone va dunque a Manchiaro, che avrà il compito difficile ed entusiasmante di mantenere vivo il Filò, anche se con un nome diverso: «Ho scelto lui con cura - spiega Celeghin - non avrei potuto vendere l'attività a chiunque, magari stranieri, pur guadagnandoci: andava garantito il rispetto della tradizione». Cosa farà ora Rudy Celeghin? «Resterò sempre nell'ambito del food and beverage', ma non dietro un bancone. Mi solletica l'idea, un giorno, di poter unire questo lavoro all'altra mia grande passione, la montagna e lo sport: chissà, magari gestendo un rifugio ad alta quota». Nel frattempo avrà più tempo per traghettare la corsa dei Babbi Natale verso la rinascita. Perché, annuncia, l'anno prossimo la manifestazione si farà: «Stiamo perfezionando l'accordo con una associazione locale, potremmo tornare a fare beneficienza e dedicarci agli altri come abbiamo fatto fino allo scorso Natale». 
F.Deg.

Ultimo aggiornamento: 12:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA