Quest'anno perdonati tutti i peccati senza confessioni a tu per tu con il prete scattano le assoluzioni collettive

Giovedì 10 Dicembre 2020 di Alvise Sperandio
Quest'anno perdonati tutti i peccati senza neppure confessarsi: scattano le assoluzioni collettive
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VENEZIA - Visto che la confessione a tu per tu col prete è rischiosa per l'eventuale contagio da Covid-19, preoccupazione che di fatto terrebbe molti fedeli lontani dal sacramento, per Natale i vescovi possono decidere di autorizzare i sacerdoti a procedere con l'assoluzione comunitaria e generale. In concreto significa che al posto del dialogo personale, la celebrazione penitenziale potrà avvenire in forma collettiva, per gruppi di persone, entro determinate condizioni: nel periodo dal 16 dicembre al giorno dell'Epifania; purché in un momento separato dalla Messa; solo se accompagnata da un'adeguata catechesi di formazione sul senso del peccato, la misericordia di Dio e il bisogno di conversione; sottolineando la straordinarietà della formula e invitando, non appena sarà possibile, ad accostarsi alla confessione nella forma ordinaria. È l'indicazione che ieri ha dato la Cet, la Conferenza episcopale triveneta, riunitasi in videoconferenza sotto la guida del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che ha fatto il punto sul percorso di avvicinamento alla festa del 25 dicembre.

LA NOTA

Consultata la Penitenzieria Apostolica si legge nella nota diffusa al termine dell'incontro i vescovi hanno convenuto che la pandemia possa configurare quei casi di grave necessità previsti dal Diritto canonico e tali da portare, ad esclusivo giudizio del vescovo diocesano e secondo modalità da lui stabilite, a valorizzare e rendere praticabile la cosiddetta terza forma del rito. Durante la riunione i vescovi hanno ribadito ancora una volta la vicinanza, il sostegno e la solidarietà alle famiglie e alle comunità più colpite e messe a dura prova dall'attuale situazione di pandemia, oltretutto ulteriormente aggravata, in queste ore, dal maltempo. Fede, speranza e prudenza, sono le parole con cui i fedeli sono invitati a prepararsi a un Natale definito inedito, in cui non sarà possibile organizzare i tradizionali momenti conviviali allargati a quanti più parenti possibili.

I vescovi hanno voluto rivolgere un particolare pensiero per le situazioni delle case di riposo, funestate da lutti e di nuovo trasformate in focolai pericolosi tanto per gli anziani quanto per il personale. Manifestiamo affermano la preoccupazione per lo stato di solitudine che parecchi ospiti si trovano a vivere, talora impossibilitati ad avere relazioni frequenti con i loro familiari e a ricevere il necessario accompagnamento religioso e spirituale nei momenti di malattia o finali della vita poiché risulta difficile anche poter amministrare il sacramento dell'unzione dei malati. I vescovi auspicano che quanti hanno competenze e responsabilità ai vari livelli politico, istituzionale, economico e imprenditoriale possano affrontare, sbloccare e risolvere tali problematiche che interessano non solo la sanità e le istituzioni socio sanitarie di questi territori, ma toccano profondamente la vita di tante persone e famiglie.

Ultimo aggiornamento: 09:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA