Fine di un'era, chiude il Muretto. Pinton: «Io non mollo, pronto a dare battaglia»

Sabato 30 Aprile 2022 di Giuseppe Babbo
Il "Mamacita" al Muretto
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JESOLO - «In 24 anni abbiamo corrisposto circa 8 milioni di euro alla proprietà: io non mollo e non mollerò mai e mi tutelerò in ogni sede».


IL GESTORE
Prima di tornare in Italia da New York, dove sta aprendo un nuovo club, ha voluto rompere il silenzio e raccontare la propria versione. Lui è Tito Pinton, manager del mondo della notte conosciuto in tutto il mondo, che proprio oggi festeggerà i suoi 50 anni. In realtà da festeggiare c’è poco, per non dire nulla. Questa sera infatti il Muretto non riaprirà. Niente festa dunque, e nemmeno un dj super star a scaldare la consolle con la musica remixata fino all’alba. Per arrivare a questa decisione occorre tornare alla scorsa settimana, quando il tribunale di Venezia aveva dichiarato fallita la P2 Srl, ovvero la società che gestiva il Muretto, affidandola al curatore Nerio De Bortoli, che aveva ottenuto l’esercizio provvisorio con la possibilità di tenere aperto per due serate, quella di domenica scorsa che è stata un successo con circa tremila persone, e appunto quella di oggi che però ieri è stata ufficialmente annullata.


I PROPRIETARI
Mercoledì scorso, infatti, la proprietà del locale di via Roma Destra, la famiglia Bettin di Padova, assistita dall’avvocato Pierpaolo Alegiani, ha deciso di avvalersi dell’articolo della Legge Fallimentare che consente di chiedere la risoluzione dell’affitto e la restituzione dell’azienda. Richiesta che è stata appunto accolta. Ed è per questo che il locale oggi non aprirà, mentre ora lo stesso curatore, una volta autorizzato dal giudice, potrebbe chiedere un risarcimento per la mancata serata e un indennizzo per il mancato svolgimento dell’esercizio provvisorio. Una situazione che potrebbe portare a una nuova battaglia a colpi di carte bollate.


BATTAGLIA LEGALE
«Il curatore, che ringraziamo per quanto fatto – spiega Pinton – aveva avviato da subito l’esercizio provvisorio e la serata di domenica scorsa che ha permesso di realizzare un utile di 68mila euro. Mercoledì la Promoter srl, proprietaria della struttura, ha chiesto la restituzione dell’azienda, ai sensi dell’art.79 della Legge Fallimentare. Come amministratori e soci abbiamo chiesto al curatore e al giudice di continuare l’esercizio provvisorio al fine di pagare i debiti con l’Agenzia delle entrate». E per rendere le proprie motivazioni più convincenti, il manager cita anche i numeri della sua società, assistita dal legale Gianmaria Daminato: «Oggi P2 Srl ha in conto circa 200mila euro – prosegue Pinton - Abbiamo fatto utile nella prima serata di esercizio provvisorio ed è evidente che continuando l’esercizio avremmo appianato i debiti, considerando i due anni di inattività imposta dalla pandemia. Il giudice, il curatore e i legali della curatela si sono riuniti e hanno ritenuto di accettare la richiesta di risoluzione del contratto». Ed è su questo fronte che ora rischia di consumarsi il nuovo scontro. «Il curatore chiederà a Promoter – conclude Pinton - di provvedere al pagamento del risarcimento del danno per la serata di questa sera saltata, la restituzione della caparra da noi versata e tuttora in possesso di Promoter pari a 70mila euro oltre all’indennizzo per il mancato svolgimento dell’esercizio provvisorio».


PROPRIETÀ SILENZIO
Nessuna replica dalla proprietà, a quanto pare tornata da ieri in possesso del locale, se non la spiegazione, attraverso i propri legali, di aver esercitato un proprio diritto e di impegnarsi a riaprire il locale quanto prima la discoteca. Già da lunedì dovrebbe iniziare l’inventario dei beni presenti all’interno del locale e anche le valutazioni sul personale in servizio, ovvero oltre 50 addetti.

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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